Nel
Febbraio del 1980 la Fiat presenta ufficialmente una nuova
utilitaria, la Panda, che vuole rompere col classico filone delle
citycar a motore posteriore (500 e 126) e rispondere alle nuove
esigenze degli automobilisti italiani ed europei che, superato il
periodo della motorizzazione di massa, ed uscendo dagli anni bui della
crisi petrolifera, chiedono a gran voce una vettura piccola, pratica,
economica, ma soprattutto spaziosa, da usare come seconda macchina da
città, ma in grado di superare agevolmente anche percorsi
extra-urbani. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, la Panda centra in
pieno questi obiettivi e sin dai primi mesi si rivela un successo
nelle vendite. Omologata per cinque persone, la Panda è lunga 3,38
metri, larga 1,46 metri, ha un passo di 2,16 metri ed è molto alta per
i tempi, ben 1,44 metri: non si sbaglia dicendo che la Panda ha creato
un settore nuovo, e ha posto le basi di un modo d'intendere
l'automobile (sfruttamento degli spazi anche in altezza) che oggi è
divenuto un must in molti segmenti di mercato automobilistici.
Esternamente la Panda è decisamente squadrata, come se Giugiaro,
disegnandola, abbia prima considerato i passeggeri e poi abbia
costruito attorno ad essi una sorta di scatola accogliente, in grado
di trasportarli se non comodamente, almeno in condizioni accettabili.
Un'altra caratteristica sono i fascioni paracolpi in plastica,
piuttosto abbondanti, che la circondano interamente, e che assicurano
un uso spensierato negli angusti parcheggi cittadini o nelle più
sconnesse strade di campagna, complice anche un'altezza da terra di
ben 13 centimetri. Tutti i vetri, parabrezza compreso, sono piatti, il
che rende possibile sostituzioni e riparazioni rapide e a prezzi
ragionevoli. L'abitacolo è estremamente spartano ma non mancano
soluzioni intelligenti e rivoluzionarie. Partiamo dalla plancia,
caratterizzata da un unico grande marsupio rivestito con tessuto molto
resistente, su cui è possibile "buttare" di tutto, borsetta, agenda,
libri, pacchi, tutto ciò che ci può capitare tra le mani nell'uso di
tutti i giorni. Una novità è il posacenere mobile, che può essere
fatto scorrere lungo il bordo del "marsupio" o che può essere
addirittura rimosso. Il cruscotto è estremamente semplice: ha solo
contachilometri totale, tachimetro e alcune spie. C'è ancora il
lavavetri manuale e il tergicristallo è un semplice monospazzola; lo
specchietto interno non ha lo scatto antiabbagliante. L'impianto di
climatizzazione permette soltanto di disappannare il parabrezza, in
compenso ci sono i deflettori anteriori apribili. I sedili sono
costituiti da un'intelaiatura di tubi rivestiti con lo stesso tessuto
utilizzato per il marsupio e, in minima parte, per i rivestimenti
interni delle portiere e dei fianchetti posteriori (il resto è nuda
lamiera). Il sedile posteriore è abbattibile, oppure può essere
regolato in diverse posizioni fino a diventare una comoda amaca, in
grado di trasportare, ad esempio, le buste della spesa senza che ne
venga rovesciato il contenuto. Il bagagliaio, privo di rivestimenti
interni, ha una capienza di 280 litri (la ruota di scorta è nel vano
motore), e abbattendo il sedile posteriore si può raggiungere una
capacità di circa 1000 litri. La Panda è offerta con due motori a
benzina, a cui corrispondono altrettante versioni: la 30 e la 45. La
Panda 30 è equipaggiata con un motore bicilindrico raffreddato ad
aria, derivato da quello della 126, con cilindrata di 652 cc e potenza
massima di 30 CV a 5500 giri/minuto; raggiunge la velocità massima di
117 Km/h e accelera da 0 a 100 Km/h in 28 secondi. La Panda 45 è
equipaggiata con lo storico motore ad aste e bilancieri, ereditato
dalla 127, con cilindrata di 903 cc, potenza massima di 45 CV a 5600
giri/minuto. E' un motore a 4 cilindri raffreddato ad acqua, e
consente alla Panda di raggiungere la velocità massima di 137 Km/h.
Entrambe le versioni hanno cambio manuale a quattro marce, freni a
disco anteriori e a tamburo posteriori senza servofreno, sterzo a
cremagliera, serbatoio benzina di 35 litri. Le sospensioni anteriori
sono del tipo McPherson con barra antirollio, mentre le posteriori
hanno assale rigido con balestre longitudinali e ammortizzatori
telescopici. La trazione è anteriore con motore disposto
trasversalmente.
Un anno dopo, nel
Settembre del 1981, la Fiat presenta una
nuova versione, la Panda 45 col tetto apribile in tela. Il Salone di
Parigi del 1982 segna invece il debutto della Panda 45 Super, versione
meglio accessoriata e rifinita della simpatica utilitaria torinese,
che piano piano inizia ad allontanarsi dal concetto originario di
utilitaria spartana a tutti i costi ed inizia a soddisfare le esigenze
di un mercato più esigente, che chiede sì una vettura pratica, ma che
sia anche in grado di offrire un adeguato livello di confort. La
versione Super si riconosce esternamente per i paraurti laterali in
tinta con la carrozzeria, per la nuova mascherina anteriore con le 5
barrette inclinate Fiat (è il family feeling delle Fiat anni '80) e le
ruote con inediti coprimozzi. All'interno troviamo sedili imbottiti,
un'inedita plancia centrale con portaradio e accendisigari. Nella
dotazione di serie compare il tergilunotto, mentre il cambio a cinque
marce è disponibile a richiesta. Anche il resto della gamma beneficia
di alcuni aggiornamenti, il principale dei quali è l'adozione di una
nuova sospensione posteriore a balestra monolama anzichè bilama. Per
il resto gli unici cambiamenti degni di nota sono i nuovi tessuti
interni, i nuovi colori per la carrozzeria ed infine, la nuova
posizione dello specchietto esterno, ora più arretrato. Dopo poco più
di un anno, nella primavera del 1983, visto il successo riscontrato
dalla versione 45 Super, è presentata anche la 30 Super.
Ma il
1983 è un anno importante nella storia della Panda perché
a Giugno è presentata ufficialmente la versione a trazione integrale
(inseribile). La Panda 4x4 è equipaggiata col motore 4 cilindri ad
aste e bilancieri, con cilindrata stavolta di 965 cc (è lo stesso che
equipaggia l'Autobianchi A112 LX) , potenza massima di 48 CV e coppia
massima di 69,6 Nm a 3300 giri/minuto; il cambio è manuale a cinque
marce (la prima funge da ridotta, la quinta è di potenza). La trazione
integrale adottata è frutto della collaborazione tra la Fiat e
l'austriaca Steyr Puch, che la produce. L'assemblaggio finale della
Panda 4x4 è realizzato nello stabilimento siciliano di Termini
Imerese. Le sospensioni anteriori sono McPherson con montanti
telescopici e molloni elicoidali coassiali; le posteriori sono ad
assale rigido. Esternamente la Panda 4x4 si riconosce per i massicci
paraurti laterali neri, la maggior altezza da terra, i pneumatici
tassellati. La mascherina è la stessa della Super. All'interno
troviamo la stessa plancia della Super e sedili non imbottiti
rivestiti in finta pelle (a richiesta in tessuto). Una curiosità: i
colori disponibili sono solo due, verde militare e grigio metallizzato
(quest'ultimo a richiesta con sovrapprezzo). La Panda 4x4 ha una
velocità massima di 134 Km/h, accelera da 0 a 100 Km/h in 16,6
secondi, riprende da 70 a 120 Km/h in 37 secondi e consuma 15,3 litri
per 100 Km ( a 90 Km/h).
Al Salone di Torino del
1984 tutta la gamma adotta il frontale
con le cinque barrette inclinate. La 30 è ora disponibile in tre
versioni: L, CL e Super, la 45 è disponibile solo in allestimento
Super. La versione L è la più spartana, avendo di serie solo il
lunotto termico e le luci di emergenza. La CL ha in più i poggiatesta
anteriori, il tergilunotto, la cappelliera posteriore, i vetri
posteriori apribili a compasso. La Super ha inoltre lo specchietto
esterno a regolazione interna, i vetri atermici, la plancia centrale,
i sedili imbottiti, i paraurti laterali in tinta. Solo nella 45 Super
sono presenti anche l'orologio digitale e il cambio a cinque marce.
Nel
Febbraio del 1986, a sei anni dalla sua nascita, la Panda è
oggetto del più importante restyling della sua carriera. Esternamente
la versione ristilizzata è riconoscibile per la scomparsa dei fascioni
paracolpi laterali, così come per i differenti paraurti; il paraurti
posteriore ora contiene l'alloggiamento per la targa. Ridisegnati i
passaruota e le portiere, da cui spariscono i deflettori. Le versioni
base (L e CL) hanno gli indicatori di direzione arancioni, le altre li
hanno bianchi. Cambiano i motori e l'autotelaio, di conseguenza
cambiano radicalmente le versioni. I motori adottati ora sono due,
entrambi appartenenti alla famiglia dei motori Fire che hanno
debuttato nel 1985 su Y10 e Uno. e corrispondono ad altrettante
versioni: 750 e 1000. La Panda 750 ha motore di 769 cc , con potenza
massima di 34 CV a 5250 giri/minuto e coppia massima di 57 Nm a 3000
giri/minuto; raggiunge i 125 Km/h. La Panda 1000 ha lo stesso motore
della Uno 45 Fire, con cilindrata di 999 cc, potenza massima di 45 CV
a 5000 giri/minuto e coppia massima di 80 Nm a 2750 giri/minuto;
raggiunge la velocità massima di 140 Km/h. La 750 è disponibile negli
allestimenti L, CL, S. La 1000 è disponibile nel solo allestimento S.
La Panda adotta un nuovo pianale, quello della Y10, e di conseguenza
cambiano le sospensioni posteriori, caratterizzate ora dalla presenza
del ponte posteriore a "omega". L'abitacolo è ricco di novità. Cambia
la plancia, ora più grande e dotata anche di due bocchette per la
climatizzazione, cambia il quadro strumenti, cambiano i sedili,
finalmente imbottiti, anche se la versione L mantiene ancora i vecchi
sedili a "sdraio". Ora anche la Panda ha il lavavetri elettrico. Il
serbatoio carburante ha ora una capacità di 40 litri. La Panda 750 ha
di serie il cambio a quattro marce, la 1000 ha di serie il cambio a
cinque marce (in opzione sulla 750). Non può mancare infine la
versione 4x4. Caratterizzata esternamente dalle fasce di protezione
laterali (più sottili di quelle della serie precedente) e dalla
presenza dei paraspruzzi posteriori, è equipaggiata con lo stesso
motore Fire della Panda 1000, ma con potenza maggiorata a 50 CV, e con
una coppia massima di 78 Nm a 3000 giri/minuto. La velocità massima
della Panda 4x4 è di 130 Km/h, l'accelerazione da 0 a 100 Km/h è di
17,3 secondi, la ripresa da 70 a 120 Km/h di 33 secondi.
Un mese più tardi, nel
Marzo del 1986, è presentata l'ennesima
versione della Panda, la Diesel. E' equipaggiata con un motore
derivato da quello della Uno diesel, con cilindrata di 1301 cc,
potenza massima di 37 CV a 4000 giri/minuto, coppia massima di 71 Nm a
2500 giri/minuto. Ha di serie il cambio a cinque marce ma è offerta
nel solo allestimento L. Raggiunge la velocità massima di 130 Km/h,
accelera da 0 a 100 Km/h in 22,8 secondi e consuma 4,6 litri/100 Km a
90 Km/h. Un anno più tardi, nel Febbraio del 1987, esce la Panda
Young, che si pone alla base della gamma. E' equipaggiata con un
motore di 769 cc, derivato dall'aste e bilancieri che già aveva
equipaggiato la Panda 45. Tale motore ha una potenza massima di 34 CV
a 5250 giri/minuto e una coppia massima di 53,9 Nm a 3000 giri/minuto.
La Panda Young, dotata di cambio a quattro marce, raggiunge la
velocità massima di 125 Km/h e a 90 Km/h consuma 19,6 litri/100 Km.
L'allestimento è simile a quello della S (indicatori di direzione
anteriori bianchi compresi) e si distingue esternamente per la
striscia adesiva colorata che percorre l'intera fiancata. Nel
Settembre dello stesso anno la gamma subisce altre modifiche. Esce dal
listino la 750 L, tutte le versioni hanno indicatori di direzione
anteriori bianchi, la CL si distingue per una sottile striscia adesiva
posteriore rossa, la Diesel ha l'allestimento della CL e la Super ha
gli stessi paraurti laterali della 4x4. Dopo tre anni dalla
presentazione, nel Giugno del 1989, strozzata dal fisco sempre più
severo nei confronti delle auto a gasolio, la Panda Diesel esce di
produzione. Un mese più tardi la Fiat presenta l'ennesima versione
speciale della Panda, la Dance, degna di nota perché adotta il motore
ad aste e bilancieri di 903 cc, che in passato avevamo visto sulla
Panda 45. Molto ricca la dotazione di serie: vetri posteriori apribili
a compasso, lunotto termico, tergilunotto, specchietto esterno
regolabile dall'interno, pneumatici maggiorati, nuovi rivestimenti
interni e decorazioni esterne. La Panda spartana del 1980 è ormai un
lontano ricordo.
Nel
Marzo del 1990, con dieci anni di vita sulle spalle, la
Panda non cessa di stupire e si presenta al pubblico nella tecnologica
ed avveniristica versione Elettra, a propulsione elettrica. Omologata
come furgoncino (i sedili posteriori sono sacrificati per ospitare le
batterie), è dotata di un motore a corrente continua. La ricarica
delle batterie può avvenire ovunque sia presente una presa da 220 V e
16A (le comuni prese domestiche). Un rifornimento completo impiega
otto ore, la velocità massima è di 70 Km/h. Il prezzo elevato
(25.600.000 delle vecchie lire) e la scarsa autonomia, renderanno
l'acquisto della Panda Elettra possibile solo ad enti pubblici ed
istituti di ricerca.
Nel
Giugno del 1991 inizia la commercializzazione della Panda
Selecta, la versione con cambio automatico a variazione continua ECVT
(Electronic Continuosly Variable Transmission), equipaggiata col
motore Fire 1000 da 45 CV o, in versione catalizzata, col 1100 Fire
(derivato da quello già visto sulla Tipo) con potenza massima di 54
CV. La Selecta 1000 raggiunge i 132 Km/h e consuma 5,2 litri/100 Km a
90 Km/h; la 1100 i.e. ha una velocità massima di 140 Km/h e consuma
4,6 litri/100 Km a 90 Km/h. Contemporaneamente la gamma è
profondamente rivista. Ora, escludendo la Elettra, troviamo in listino
sei motori, a cui corrispondono altrettante versioni:
750 Young, mossa dal 750 ad aste e bilancieri,
750 Fire, disponibile in due versioni (750 e 750 CLX),
900 Dance con motore 900 ad aste e bilancieri,
1000 Fire da 45 CV (negli allestimenti Shopping e CL Selecta),
1000 Fire 4x4 Trekking da 50 CV,
1100 i.e. catalizzata (versioni Selecta e 4x4).
La Shopping ha colori metallizzati di serie, mascherina in tinta con
la carrozzeria e specchietto esterno destro. L'allestimento CLX,
deriva dal CL a cui aggiunge vetri azzurrati, cambio a cinque marce,
specchietto esterno destro. Le versioni Dance, CLX, Super, Shopping e
4x4 hanno un nuovo volante a quattro razze. La nuova gamma si
distingue infine per i nuovi colori della carrozzeria e per i nuovi
rivestimenti interni. Nel Settembre dello stesso anno anche la
versione 4x4 è disponibile in allestimento CLX, che si affianca alla
Trekking, più spartana.
Dal primo
Gennaio 1993 tutte le autovetture nuove devono essere
catalizzate. La gamma della Panda si assottiglia e sopravvivono solo
tre motorizzazioni, oltre alla Elettra:
900 i.e., con potenza massima di 39 CV, cilindrata di 899 cc, consumo
medio di 4,8 litri/100 Km a 90 Km/h; raggiunge i 130 Km/h, ha
un'accelerazione da 0 a 100 Km/h di 21 secondi e una ripresa da 70 a
120 Km/h di 22 secondi; equipaggia la Dance, ma esce dal listino quasi
subito, nel Febbraio del 1993;
1000 i.e. (versioni L, CLX);
1100 i.e. (versioni 4x4 Trekking, 4x4 Country Club, Selecta).
Nel
Giugno del 1994 la gamma muta di nuovo:
900 i.e. (ritorna in listino con le versioni Young, L, CLX)
1100 i.e. (Selecta, 4x4 Trekking e 4x4 Country Club).
Elettra
Nel
Marzo del 1999 esce dal listino la Panda Elettra,
sostituita dalla Seicento Elettra. Nel Gennaio 2001 esce
definitivamente dal listino la Panda 900; resta solo la Panda 1100
i.e. da 54 CV (Euro 3) nelle versioni Young, Hobby, 4x4 Trekking.
Nel
Settembre del 2003 la Panda va definitivamente in pensione.
A sostituirla c'è la Nuova Panda, interamente nuova, a cinque porte,
dotata delle più moderne tecnologie, e costruita in Polonia. Nel corso
degli anni si sono succedute inoltre molte versioni della Panda
(versioni speciali, nuovi allestimenti, ecc.), che per motivi di
spazio non abbiamo potuto menzionare nelle righe precedenti. Le
elenchiamo di seguito in ordine cronologico:
College (Marzo 1985), versione speciale della Panda 30 CL, con
carrozzeria bicolore;
Nuova Panda 4x4 (Settembre 1985), versione speciale della Panda 4x4;
ha paraurti neri, fari di profondità supplementari protetti da una
griglia e sorretti da una struttura tubolare, portapacchi sul tetto,
strisce decorative adesive laterali, cerchi ruota verniciati di
bianco, nuovi rivestimenti interni;
Sisley (Febbraio 1987), versione speciale della Panda 4x4; si
distingue per i nuovi colori metallizzati, per le scritte laterali, ,
la griglia anteriore in tinta con la carrozzeria, i cerchi avorio, i
lavafari e il portapacchi; sulla plancia è stato aggiunto l'indicatore
di assetto;
Panda Sergio Tacchini (Febbraio 1990), venduta coi motori 750 e 1000
Fire si riconosce dalla calandra verniciata nel colore della
carrozzeria e dalle strisce adesive lungo le fiancate;
Young2 (Aprile 1990), con motore di 769 cc da 34 CV ad aste e
bilancieri;
Italia90 (Aprile 1990), dedicata ai mondiali di calcio, con motore
Fire di 769 cc da 34 CV, e con carrozzeria bianca e immagini della
mascotte dei mondiali;
New Dance (Aprile 1990), con motore 903 cc;
Top Ten (Luglio 1990), nata per festeggiare i dieci anni di vita della
Panda; ha motore Fire 1000, carrozzeria grigio metallizzato,
mascherina e paraurti in tinta con la carrozzeria e inediti
rivestimenti interni;
Jolly (Gennaio 1997), equipaggiata col motore 900 i.e., sostituisce la
CLX;
Hobby (Agosto 1998), ha motore 900 i.e. e affianca la Young;
College (Luglio 2001), derivata dalla Young da cui si distingue per le
coppe ruota specifiche, i colori carrozzeria e i tessuti interni;
4x4 Climbing (Giugno 2002), ennesima versione della 4x4.
In tutti questi anni la Panda ha lavorato in silenzio, caparbiamente e
umilmente, senza mai mollare la Top Ten delle vendite di autoveicoli
nel nostro paese. Ed ha reso soddisfatti tutti, ricchi (lo stesso
Gianni Agnelli ne ha possedute molte) e poveri, giovani e anziani,
abitanti delle grandi metropoli e dei più piccoli centri rurali:
un'auto trasversale forse più di molte altre che si professano tali.
Un'auto estremamente spartana ma proprio per questo tremendamente
affidabile, a cui si è disposti a perdonare tutto. Un'auto simpatica,
alla mano, capace di trarsi d'impaccio in qualsiasi situazione
(l'agilità in montagna della 4x4 è proverbiale); un'auto ancora
richiestissima sul mercato dell'usato.
Da due mesi in Italia circolano le nuove Panda, ed è di questi giorni
la notizia che la Panda è stata eletta Auto dell'Anno 2004. Che dire,
un ottimo auspicio per la piccola di casa Fiat, destinata a
raccogliere un'eredità difficile e per molti versi scomoda. A
giudicare dai dati di vendita gli acquirenti italiani l' hanno
apprezzata subito. Non possiamo che augurarle altri 23 anni di onorata
carriera, nella speranza che comunque la Fiat continui a stupirci con
nuovi prodotti geniali, non solo nel settore delle vetture compatte.
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