Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna
Manuale tecnico di tiro con l'arco per istruttori FIARC

Prima Pubblicazione settembre 1991

Vittorio Brizzi - Edoardo Ferraro
MANUALE DI TIRO CON L'ARCO

Indice espanso |Scuola nazionale FIARC di Tiro con l'Arco di YR | Fiarc WebSite

 

Cap.16
CONDIZIONI DI TIRO NELL'AMBIENTE NATURALE

Il tiro "venatorio" o tiro di campagna si differenzia in quanto tale dal tiro alla targa classico per le diverse attitudini che devono svilupparsi nell'arciere.<R> Saper "istintivamente" valutare e predisporre il tiro con un semplice colpo d'occhio nel modo più naturale possibile comporta uno studio ripetuto di una serie di procedure ben precise.<R> Cogliere un bersaglio dalla cima di un albero, in equilibrio instabile su tronchi caduti, centrare bersagli in movimento o effettuare una serie di tiri in un limite di tempo stabilito, sono tutte difficoltà che il vero "arciere cacciatore" deve saper affrontare con naturalezza.

Il rapporto che così si instaura con il bersaglio trascende il puro scopo ludico o del "fare punti". Diventa una reale proiezione di energia tra se stesso e il bersaglio tramite il volo della freccia. Per poter raggiungere una simile condizione è necessario compiere tutti i gesti che servono nel modo giusto, ergonomico e ripeterli sempre costantemente con attenzione, finchè non diventano parte integrante della gestualità personale non cosciente.

É importante rendersi conto di come un buon assetto costruito su terreno pianeggiante deve essere sempre mantenuto anche nelle condizioni limite, sacrificando il meno possibile della forma corretta necessaria per adattarla alla diversa struttura dell'ambiente.

16/1 IL MANTENIMENTO DELLA "T"

Il più importante punto da osservare è quello che riguarda il mantenimento della "T". Mantenere la "T" significa non variare mai l'angolo formato da spalle-braccia (asse scapolo-omerale) e la colonna vertebrale.<R> Quest'angolo deve mantenersi il più possibile prossimo ai 90<198>. Se il tiro è effettuato verso l'alto o verso il basso il bacino deve servire da "cerniera" e la "T" deve essere conservata. In questo modo l'allungo è mantenuto costante e quindi costante forza viene trasmessa alla freccia. Regola fondamentale: ovunque sia il bersaglio il bacino va sempre spinto verso monte.

Se il terreno su cui poggiano i piedi è orizzontale, divaricando le gambe si può effettuare un tiro sicuro.

In caso di terreno inclinato vale il rimedio indicato in figura: le ginocchia a terra riducono la proiezione del baricentro sul terreno permettendo maggior stabilità.

16/2 TRABOCCHETTI OTTICI

Il tiro istintivo non prevede una valutazione oggettiva della distanza di tiro. Comunque può essere di aiuto riflettere su alcuni trabocchetti ottici che possono falsare il tiro alle lunghe e medie distanze. Tutto ciò per immagazzinare l'informazione e renderla fruibile istantaneamente con la pratica.

 

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  Gli Autori:
Vittorio Brizzi - e-mail: studionetvbrizzi.dsnet.it,
Edoardo Ferraro - e-mail: studionetvbrizzi.dsnet.it.