Indice espanso |Scuola nazionale FIARC di Tiro con l'Arco di YR | Fiarc WebSite
Cap.19
LE PATOLOGIE DELL'ARCIERE
Il tiro con l'arco è una disciplina sportiva che impegna in primo
luogo l'articolazione scapolo-omerale, secondariamente avambraccio e mano. Pertanto le
lesioni che interessano queste strutture solo raramente sono conseguenza di un trauma
acuto, la maggior parte delle volte sono dovute a microtraumi che sommandosi nel tempo
raggiungono una intensità tale da manifestarsi clinicamente.
Questi microtraumi sono riconducibili a lesioni da sovraccarico
funzionale a causa della ripetizione del gesto per tempi prolungati e per intensità
elevate che sottopongono le strutture ad usura. Si possono manifestare sia in atleti ben
allenati e dotati di buona tecnica che però si sottopongono a carichi di lavoro durante
l'allenamento, scelti empiricamente o in principianti che usano archi troppo potenti o che
eseguono in modo scorretto il gesto. Le lesioni possono interessare strutture tendinee,
capsulo-legamentose, i muscoli, i nervi periferici e la cute.
Fra le patologie merita particolare attenzione una lesione che è
caratteristica della fase di caricamento dell'arco: la periartrite scapolo-omerale. Si
manifesta con dolore vivo localizzato nella parte antero laterale dell'articolazione della
spalla e si accentua nei movimenti attivi e passivi con limitazione funzionale di tutta
l'articolazione. Tale sintomatologia dolorosa può portare gradatamente ad una marcata
rigidità dell'articolazione della spalla.
È una tendinite che interessa i muscoli che costituiscono la cuffia
dei rotatori: sovraspinoso, sottospinoso, piccolo rotondo, sottoscapolare; questi tendini
sono sottoposti a sollecitazioni nel movimento di abduzione e anteposizione del braccio
per attriti e compressioni fra la testa dell'omero e l'arco coraco acromiale. Nella fase
acuta la migliore terapia è il riposo associato all'assunzione di antalgici
antinfiammatori; sconsigliate sono le iniezioni locali di cortisonici perchè se ripetute
possono portare ad una atrofia tendinea. Nei casi più gravi può essere necessaria una
breve immobilizzazione, a ciò si può aggiungere chinesiterapia attiva e passiva.
Prima di riprendere l'attività sportiva è necessario un
potenziamento della muscolatura del cingolo scapolo-omerale con pesi crescenti. A livello
del gomito sono pure frequenti le infiammazioni dei muscoli epicondiloidei, con dolore
alla faccia esterna del gomito che regredisce col riposo e aumenta con lo sforzo specie in
estensione e pronosupinazione.
Anche a livello della mano che afferra la corda si possono avere
lesioni; il continuo movimento di prensione con forza può provocare delle infiammazioni
sia a livello del lungo abduttore del pollice sia a livello delle membrane dei flessori
delle dita dove, a livello delle articolazioni metacarpo-falangee, possono provocare un
fenomeno detto "dito a scatto"; anche in questi casi la terapia segue due
indirizzi: farmacologica e riabilitativa.
Come si vede, anche se esposti in modo succinto, diverse sono le
patologie che possono interessare l'arciere, questo deve farci ricordare come anche in
questo sport ci voglia un minimo di programmazione nell'allenamento sia fisico che tecnico
e non lasciarsi tentare dall'improvvisazione.
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