Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna
Manuale tecnico di tiro con l'arco per istruttori FIARC

Prima Pubblicazione settembre 1991

Vittorio Brizzi - Edoardo Ferraro
MANUALE DI TIRO CON L'ARCO

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Cap.20

COSTRUZIONE DI CORDE

20/1 Costruzione di una corda tradizionale: il serving

Gli avvolgimenti degli anelli e quello centrale sono difficili, ma può essere necessario effettuarli entrambi prima di cercare di avvolgere la corda dell'arco. Spalmare con cera apposita la superficie per evitare che il materiale di avvolgimento possa scivolare.

20/1-1 Fase orizzontale di avvolgimento

Fare scorrere l'estremità del materiale per avvolgimento tra i fili della corda e collocarla lungo la corda. Avvolgere il materiale per avvolgimento in modo che esso copra l'estremità lasciata lungo la corda. Tenere i fili del materiale strettamente serrati (fig. 2). Vi è una relazione definita tra la direzione di movimento e la direzione di avvolgimento che deve essere mantenuta per evitare lo srotolamento di singoli filamenti costituenti i fili del materiale di avvolgimento. Se l'avvolgimento deve essere effettuato da sinistra a destra, l'apparecchio per l'avvolgimento deve essere situato verso chi procede al di sotto della corda. Se si procede da destra verso sinistra, esso deve essere situato sempre verso chi procede, ma al di sopra della corda.

20/1-2 Fase finale di avvolgimento.

Vi sono due metodi comunemente usati per completare l'avvolgimento. Ciascuno di essi presenta vantaggi e svantaggi e, in molti casi, il metodo usato è questione di preferenza. Comunque vi devono essere da cinque a otto giri di filo di avvolgimento sull'estremità tagliata dell'avvolgimento finito.

1º Metodo: implica la preparazione di un cappio di filo per accoglimento lungo il materiale della corda e l'avvolgimento al di sopra di esso. Quando il numero voluto di giri è stato effettuato sulla corda, il filo dell'avvolgimento viene tagliato e l'estremità viene inserita nel cappio. Il cappio viene allora tirato sotto l'avvolgimento tirando le estremità del materiale di avvolgimento con il cappio stesso. Il materiale di avvolgimento viene allora tagliato. Seguire il diagramma (fig. 2,3,4)

2º Metodo: questo metodo è difficile da descriversi. Seguire il diagramma. Il cappio finale che viene tirato sotto l'avvolgimento si aggroviglierà a meno che non sia tenuto in tensione, tenendolo con qualche oggetto appuntito come una matita (fig. 4).

20/1-3 Applicazione del punto di incocco

Questo è un metodo facile per effettuare l'avvolgimento del punto d'incocco permanente. L'esatto posizionamento del punto di incocco deve essere in primo luogo determinato attraverso la misurazione con una squadretta o tirando aste nude (vedi libro I capitoli 5,6).

Il diametro della corda dell'arco nel punto di incocco deve essere della giusta dimensione, in modo che, quando la freccia viene incoccata sulla corda e portata in piena trazione, non sia necessario tenere la cocca con le dita della mano della corda.

Ma esso deve essere anche sufficientemente lento da potersi contrarre quando la freccia viene incoccata e la corda viene leggermente colpita (l'arco punta verso il basso). Se la corda non è sufficientemente spessa vi sono due soluzioni:

1ª Se la corda ha già l'avvolgimento centrale, sulla superficie del punto di incocco può essere avvolta bava per uso odontoiatrico (dental floss).

2ª Se la corda viene lubrificata e se essa non ha ancora un avvolgimento centrale o se l'avvolgimento centrale è stato rimosso, pezzi di materiale di corda di uno-sei pollici possono essere collocati lungo i fili della corda dove va collocato l'avvolgimento centrale. Poi l'avvolgimento viene annodato coprendo i pezzi extra di materiale di corda.

Alla corda deve essere ora applicato il punto di incocco. Effettuata correttamente questa operazione esso è duraturo.

Marcare il margine superiore e il margine inferiore del punto di incocco sulla corda con una matita. Tagliare un pezzo di 10 pollici di dental floss e fare un nodo, in modo che una estremità sia lunga 7 pollici e l'altra 3 pollici. Collocare l'estremità di tre pollici lungo la superficie da avvolgere. Avvolgere una superficie limitata al di sotto del punto di incocco, in modo che esso sia troppo spesso per la cocca della freccia.

Poi avvolgere la superficie sotto la cocca, creando una superficie sufficientemente larga per la cocca e il giusto spessore per tenere in modo corretto la cocca sulla corda. Sopra il punto di incocco, avvolgere ancora una superficie che deve essere sufficientemente spessa da non consentire alla cocca di muoversi.

Finire l'avvolgimento impiegando il 1º metodo fase finale dell'avvolgimento. Girare velocemente il punto di incocco tra l'indice e il pollice per fare sciogliere la cera e fissare la superficie avvolta. Spalmare uno strato di colla morbida sul punto di incocco. Dopo che la colla si è asciugata, aggiungere quattro strati di colla alternandoli tra colla morbida e colla dura.

Fare asciugare ogni strato prima dell'applicazione del successivo. Indicatori del punto di incocco in metallo possono essere usati al posto dell'avvolgimento con dental floss, ma anche se di più facile applicazione, il metallo provoca una maggiore usura delle cocche, delle patellette e dei guantini.

Gli indicatori sono fissati sulla corda dell'arco sopra e sotto il punto di incocco. Quando si usano indicatori del punto di incocco in metallo, appare critico il fatto che non vi sia uno spazio extra tra gli indicatori, per cui essi non serrano la cocca della freccia.

20/1-4 Fabbricazione della corda

Il metodo qui descritto usa il dispositivo della fabbricazione di corde illustrato (vedi fig. 11). Quando si fabbricano corde per gli allievi principianti ed intermedi si raccomanda di usare materiale in dacron. Leggere molto bene le istruzioni prima di procedere alla fabbricazione.

La lunghezza della nuova corda può essere determinata collocando una vecchia corda sul dispositivo, a condizione che essa sia della giusta lunghezza e spostando il braccio mobile fino a quando la corda non rimanga in tensione. la parte iniziale del filo della corda viene poi fissata intorno alla punta o al vertice del perno.

Il dacron viene avvolto intorno al perno C e poi D, intorno al perno A e fatto tornare indietro al perno D. Il diagramma illustra la parte iniziale della corda (fig. 5).

Svitare il galletto sul braccio C-D del dispositivo e fissarlo nella stessa direzione di avvolgimento dei fili del materiale di corda. Fissare rigidamente il braccio e avvitare il galletto. La superficie tra i perni divide l'occhiello superiore della corda finita (fig. 6).

Continuare ad avvolgere il materiale di corda intorno ai perni A e D nella stessa direzione fino a quando il giusto numero di fili sia stato avvolto intorno ad essi. Poichè il materiale di corda è avvolto intorno ai perni, ogni giro completo crea due fili nella corda finita; per esempio, con sei giri completi si ottiene una corda di dodici fili.

Consultare la tabella più avanti per detreminare un corretto numero di fili necessari per un particolare peso di trazione. Quando il numero di fili necessario è stato avvolto sul dispositivo, fissare e tagliare il materiale della corda (fig. 7).

Marcare la lunghezza da avvolgere con gesso o con una matita. Non usare una penna a sfera perchè alcuni tipi di inchiostro danneggiano il dacron. L'occhiello della vecchia corda può essere usato come guida per valutare la lunghezza da avvolgere.

Vi è una relazione definita tra la direzione di movimento e la direzione di avvolgimento che deve essere mantenuta per evitare lo srotolamento di singoli filamenti che compongono ogni filo del materiale di corda. Se l'avvolgimento deve essere effettuato da sinistra a destra, l'apparecchio per l'avvolgimento deve essere situato verso chi procede al di sotto della corda. Se si procede da destra verso sinistra, esso deve essere situato sempre verso chi procede, ma al di sopra della corda.

Le estremità tagliate devono essere avvolte nella corda in modo che i fili non si tendano o si separino dagli altri fili. Le estremità non sono assicurate fissandole insieme, poichè questo riduce notevolmente la forza della fibra. Invece viene usato un avvolgimento rigido per fissare i fili in modo che essi non scivolino.

E' meglio inserire le estremità sciolte nell'occhiello superiore della corda finita. Poichè questo occhiello non scivola su e giù lungo il flettente durante la fase di tarzione e rilascio, esso può essere più piccolo. Quando è stata avvolta la giusta quantità di corda, finire l'avvolgimento usando il 2º metodo, fase finale di un avvolgimento. A questo punto non tagliare il filo di avvolgimento.

Quando l'avvolgimento iniziale è stato completato, le estremità del materiale di dacron possono essere tagliate ed il braccio può essere ruotato nella sua posizione originale.

Per rinforzare la corda, intrecciare le estremità del materiale di corda intorno al corpo principale di corda per cinque o sei pollici. Tirare energicamente le estremità libere e fissarle al perno C. Usare modelli di intreccio descritto (fig. 8).

Procedere all'avvolgimento dell'occhiello chiuso avvolgendo sopra le superfici precedentemente avvolte, facendo scendere la corda di cinque o sei pollici. Finire l'avvolgimento con uno dei due metodi presentati nella prima parte (fig. 4).

Questo completa l'occhiello inferiore.

Per finire l'altro occhiello della corda ripetere le procedure descritte per l'occhiello inferiore con le seguenti eccezioni:

1ª Questo occhiello deve essere più largo; l'esatta dimensione dipende dalla larghezza dei flettenti dell'arco. Un avvolgimento iniziale di tre pollici e mezzo è generalmente necessario.

2ª L'avvolgimento dell'occhiello deve essere centrato al suo completamento. per fare questo marcare la lunghezza della corda da avvolgere prima di ruotare il braccio A-B come indicato (fig. 10).

Se l'avvolgimento finale su entrambe le estremità non è ancora esatto (da 1/8 a 1/4 pollice di differenza), non preoccupatevi ma cercate di evitare la differenza oltre 1 pollice e mezzo.

Quando il secondo occhiello è stato avvolto, il lavoro sull'apparecchio è stato completato e la corda può essere rimossa.

Per ottenere la massima robustezza della corda deve essere dato almeno un giro per ogni tre pollici quando essa si trova sull'arco nella stessa direzione nella quale sono state avvolte le fibre di ogni filo. Usando il metodo di lubrificazione della corda, torcere sempre la corda in senso orario guardandola dall'estremità. Ora collocare la corda sull'arco, torcerla correttamente e caricare l'arco. Tendere l'arco diverse volte per allungare inizialmente il dacron.

Dopo che la corda è stata stirata in questa maniera, deve essere completato l'avvolgimento centrale. Questo avvolgimento deve essere sufficientemente lungo da proteggere la corda dall'usura dovuta allo sfregamento contro il parabraccio dell'arciere e la patelletta. Anche se questo può essere meglio determinato dall'arciere, come indicazione di massima si possono lasciare tre pollici sopra il centro della corda e cinque pollici sotto.

KEVLAR e FAST FLIGHT DACRON B 50 - B 66

libbre soppini libbre soppini

30-35 14 fino a 25 8<R> 34-40 16 25-35 10<R> 40-45 18 35-45 12<R> 45-50 18-20 45-55 14<R> 50-55 22 55-65 16<R> 55-60 24 65-75 18

20/2 COSTRUZIONE DI UNA CORDA FIAMMINGA<R> Un sistema veloce e pratico sul campo

Il risparmio di tempo è essenzialmente dovuto al fatto che i due loop intrecciati della corda fiamminga si realizzano in modo molto più veloce di quelli di una corda di tipo "tradizionale", per i quali è necessario realizzare quattro serving.

Oltre ai vantaggi dovuti alla velocità di realizzazione, che saranno ovviamente apprezzabili soltanto dopo aver acquisito una certa manualità, la corda fiamminga presenta un ulteriore punto di forza, non solo in senso figurato, rispetto a quella definita "tradizionale".

In quest'ultimo tipo di corda infatti i loop sono composti dalla metà degli stoppini che formano la sezione centrale, e quindi rappresentano i punti critici della corda, nei quali le rotture sono più frequenti. Nella corda fiamminga, invece, il numero di stoppini è lo stesso sia nei loop, sia nella sezione centrale, per questo, a parità di resistenza una corda fiamminga è composta dalla metà dei fili che occorrono per una corda tradizionale.

Questa differenza nel numero di stoppini si traduce in una differenza di massa, oltre a quella della freccia, che l'arco deve spostare al momento dello sgancio. Utilizzando una corda fiamminga possiamo migliorare, sia pure di poco, il rendimento del nostro arco. Quindi oltre a motivazioni di natura squisitamente estetica, comunque soggettive, ne esistono anche alcune di ordine tecnico, sufficienti ad invogliare folte schiere di autocostruttori a munirsi di rocchetto di dacron e cera per archi.

Anche se in alcuni testi vengono date indicazioni per costruire dispositivi di costruzione appositamente ideati per la corda fiamminga, è sufficiente, soprattutto per coloro che già lo posseggono, il dispositivo che normalmente si adopera per la costruzione delle corde a loop avvolto. Inoltre, per i più abili basterà addirittura un gancio del tipo di quelli che si trovano nella parte inferiore dei comuni attaccapanni da muro, solidamente fissato ad una parete o in un qualsiasi altro punto, purchè il tutto risulti immobile e resistente a trazione.

La costruzione vera e propria che inizia con la preparazione di un numero di fili di dacron, sufficiente a supportare il carico dell'arco con un ragionevole margine di sicurezza, di lunghezza pari a quella che dovrà essere la corda aumentata di circa una quarantina di centimetri. Per la scelta del numero ottimale di stoppini si consiglia di tenere conto delle tabelle consigliate sui manuali e delle considerazioni fatte sulla parte introduttiva.

Occorre inoltre sottolineare che tali stoppini dovranno essere in numero pari in quanto dovranno essere poi ripartiti in due gruppi uguali.

A questo punto occorre ripartire gli stoppini così predisposti in due gruppi di egual numero e incerare abbondantemente le due semicorde ottenute. A questo proposito si consiglia, almeno per i primi tentativi di costruzione, di utilizzare due colori diversi di dacron, uno per ciascun gruppo di stoppini ottenuti nella fase precedente.

Prendete le due semicorde di cui alla fase precedente e accostatele facendo combaciare le rispettive estremità, cioè come se dovessimo ragruppare di nuovo i due gruppi di stoppini. Fissare quindi il tutto ai supporti del dispositivo di fabbricazione delle corde come indicato in fig. 1, in modo tale che risulti che le estremità di ciascuna semicorda siano libere per circa una ventina di centimetri (la metà cioè dei quaranta centimetri eccedenti la lunghezza che dovrà avere la corda montata sull'arco).

A questo punto siamo in grado di realizzare l'avvolgimento che andrà a costituire il primo loop. Afferrare le estremità libere si ciascuna semicorda tra i pollici e gli indici, imprimendo a ciascuna di esse una rotazione in senso orario e avvolgendo i due tronconi su se stessi in senso antiorario come indicato in figura.

Ripetete questa operazione fino ad ottenere un avvolgimento di almeno 5 o 6 cm. Una volta fatto questo ripiegare ad anello l'avvolgimento così ottrnuto facendo combaciare ciascuno le residue estremità di semicorda con il campo lungo di colore diverso (fig. 2).

Questi spezzoni che abbiamo fatto combaciare dovranno poi essere avvolti tra loro in senso orario con l'ausilio di un'abbondante dose di cera per archi.

Contemporaneamente a questo avvolgimento bisognerà effettuarne uno in senso antiorario come indicato in figura, analogamente a quanto fatto per l'avvolgimento dell'occhiello.

A questo punto abbiamo completato il primo loop con lo stesso identico procedimento possiamo realizzare il secondo.

Prima di accingerci alla realizzazione del secondo occhiello, occorre però dare a ciascuna delle due semicorde che escono dal primo loop una serie di giri (almeno 10 o 15) in senso antiorario, per evitare che l'avvolgimento del secondo loop vada a disfare quello del primo.

Una volta terminata la realizzazione del secondo occhiello, la costruzione è praticamente terminata, occorre soltanto dare qualche tocco finale eliminando gli eccessi di dacron sfuggiti ai nostri polpastrelli e realizzando l'unico serving di cui necessita una corda fiamminga.

 

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  Gli Autori:
Vittorio Brizzi - e-mail: studionetvbrizzi.dsnet.it,
Edoardo Ferraro - e-mail: studionetvbrizzi.dsnet.it.