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Cap.20
COSTRUZIONE DI CORDE
20/1 Costruzione di una corda tradizionale: il serving
Gli avvolgimenti degli anelli e quello centrale sono difficili, ma
può essere necessario effettuarli entrambi prima di cercare di avvolgere la corda
dell'arco. Spalmare con cera apposita la superficie per evitare che il materiale di
avvolgimento possa scivolare.
20/1-1 Fase orizzontale di avvolgimento
Fare scorrere l'estremità del materiale per
avvolgimento tra i fili della corda e collocarla lungo la corda.
Avvolgere il materiale per avvolgimento in modo che esso copra
l'estremità lasciata lungo la corda. Tenere i fili del materiale
strettamente serrati (fig.
2). Vi è una relazione definita tra la direzione di movimento
e la direzione di avvolgimento che deve essere mantenuta per evitare
lo srotolamento di singoli filamenti costituenti i fili del materiale
di avvolgimento. Se l'avvolgimento deve essere effettuato da sinistra
a destra, l'apparecchio per l'avvolgimento deve essere situato
verso chi procede al di sotto della corda. Se si procede da destra
verso sinistra, esso deve essere situato sempre verso chi procede,
ma al di sopra della corda.
20/1-2 Fase finale di avvolgimento.
Vi sono due metodi comunemente usati per completare l'avvolgimento.
Ciascuno di essi presenta vantaggi e svantaggi e, in molti casi, il metodo usato è
questione di preferenza. Comunque vi devono essere da cinque a otto giri di filo di
avvolgimento sull'estremità tagliata dell'avvolgimento finito.
1º Metodo: implica la preparazione di un cappio
di filo per accoglimento lungo il materiale della corda e l'avvolgimento
al di sopra di esso. Quando il numero voluto di giri è stato effettuato
sulla corda, il filo dell'avvolgimento viene tagliato e l'estremità
viene inserita nel cappio. Il cappio viene allora tirato sotto
l'avvolgimento tirando le estremità del materiale di avvolgimento
con il cappio stesso. Il materiale di avvolgimento viene allora
tagliato. Seguire il diagramma (fig.
2,3,4)
2º Metodo: questo metodo è difficile da descriversi.
Seguire il diagramma. Il cappio finale che viene tirato sotto
l'avvolgimento si aggroviglierà a meno che non sia tenuto in tensione,
tenendolo con qualche oggetto appuntito come una matita (fig.
4).
20/1-3 Applicazione del punto di incocco
Questo è un metodo facile per effettuare l'avvolgimento del punto
d'incocco permanente. L'esatto posizionamento del punto di incocco deve essere in primo
luogo determinato attraverso la misurazione con una squadretta o tirando aste nude (vedi
libro I capitoli 5,6).
Il diametro della corda dell'arco nel punto di incocco deve essere
della giusta dimensione, in modo che, quando la freccia viene incoccata sulla corda e
portata in piena trazione, non sia necessario tenere la cocca con le dita della mano della
corda.
Ma esso deve essere anche sufficientemente lento da potersi
contrarre quando la freccia viene incoccata e la corda viene leggermente colpita (l'arco
punta verso il basso). Se la corda non è sufficientemente spessa vi sono due soluzioni:
1ª Se la corda ha già l'avvolgimento centrale, sulla superficie
del punto di incocco può essere avvolta bava per uso odontoiatrico (dental floss).
2ª Se la corda viene lubrificata e se essa non ha ancora un
avvolgimento centrale o se l'avvolgimento centrale è stato rimosso, pezzi di materiale di
corda di uno-sei pollici possono essere collocati lungo i fili della corda dove va
collocato l'avvolgimento centrale. Poi l'avvolgimento viene annodato coprendo i pezzi
extra di materiale di corda.
Alla corda deve essere ora applicato il punto di incocco. Effettuata
correttamente questa operazione esso è duraturo.
Marcare il margine superiore e il margine inferiore del punto di
incocco sulla corda con una matita. Tagliare un pezzo di 10 pollici di dental floss e fare
un nodo, in modo che una estremità sia lunga 7 pollici e l'altra 3 pollici. Collocare
l'estremità di tre pollici lungo la superficie da avvolgere. Avvolgere una superficie
limitata al di sotto del punto di incocco, in modo che esso sia troppo spesso per la cocca
della freccia.
Poi avvolgere la superficie sotto la cocca, creando una superficie
sufficientemente larga per la cocca e il giusto spessore per tenere in modo corretto la
cocca sulla corda. Sopra il punto di incocco, avvolgere ancora una superficie che deve
essere sufficientemente spessa da non consentire alla cocca di muoversi.
Finire l'avvolgimento impiegando il 1º metodo fase finale
dell'avvolgimento. Girare velocemente il punto di incocco tra l'indice e il pollice per
fare sciogliere la cera e fissare la superficie avvolta. Spalmare uno strato di colla
morbida sul punto di incocco. Dopo che la colla si è asciugata, aggiungere quattro strati
di colla alternandoli tra colla morbida e colla dura.
Fare asciugare ogni strato prima dell'applicazione del successivo.
Indicatori del punto di incocco in metallo possono essere usati al posto dell'avvolgimento
con dental floss, ma anche se di più facile applicazione, il metallo provoca una maggiore
usura delle cocche, delle patellette e dei guantini.
Gli indicatori sono fissati sulla corda dell'arco sopra e sotto il
punto di incocco. Quando si usano indicatori del punto di incocco in metallo, appare
critico il fatto che non vi sia uno spazio extra tra gli indicatori, per cui essi non
serrano la cocca della freccia.
20/1-4 Fabbricazione della corda
Il metodo qui descritto usa il dispositivo
della fabbricazione di corde illustrato (vedi
fig. 11). Quando si fabbricano corde per gli allievi principianti
ed intermedi si raccomanda di usare materiale in dacron. Leggere
molto bene le istruzioni prima di procedere alla fabbricazione.
La lunghezza della nuova corda può essere determinata collocando
una vecchia corda sul dispositivo, a condizione che essa sia della giusta lunghezza e
spostando il braccio mobile fino a quando la corda non rimanga in tensione. la parte
iniziale del filo della corda viene poi fissata intorno alla punta o al vertice del perno.
Il dacron viene avvolto intorno al perno C
e poi D, intorno al perno A e fatto tornare indietro al perno
D. Il diagramma illustra la parte iniziale della corda (fig.
5).
Svitare il galletto sul braccio C-D del dispositivo
e fissarlo nella stessa direzione di avvolgimento dei fili del
materiale di corda. Fissare rigidamente il braccio e avvitare
il galletto. La superficie tra i perni divide l'occhiello superiore
della corda finita (fig.
6).
Continuare ad avvolgere il materiale di corda intorno ai perni A e D
nella stessa direzione fino a quando il giusto numero di fili sia stato avvolto intorno ad
essi. Poichè il materiale di corda è avvolto intorno ai perni, ogni giro completo crea
due fili nella corda finita; per esempio, con sei giri completi si ottiene una corda di
dodici fili.
Consultare la tabella più avanti per detreminare
un corretto numero di fili necessari per un particolare peso di
trazione. Quando il numero di fili necessario è stato avvolto
sul dispositivo, fissare e tagliare il materiale della corda (fig.
7).
Marcare la lunghezza da avvolgere con gesso o con una matita. Non
usare una penna a sfera perchè alcuni tipi di inchiostro danneggiano il dacron.
L'occhiello della vecchia corda può essere usato come guida per valutare la lunghezza da
avvolgere.
Vi è una relazione definita tra la direzione di movimento e la
direzione di avvolgimento che deve essere mantenuta per evitare lo srotolamento di singoli
filamenti che compongono ogni filo del materiale di corda. Se l'avvolgimento deve essere
effettuato da sinistra a destra, l'apparecchio per l'avvolgimento deve essere situato
verso chi procede al di sotto della corda. Se si procede da destra verso sinistra, esso
deve essere situato sempre verso chi procede, ma al di sopra della corda.
Le estremità tagliate devono essere avvolte nella corda in modo che
i fili non si tendano o si separino dagli altri fili. Le estremità non sono assicurate
fissandole insieme, poichè questo riduce notevolmente la forza della fibra. Invece viene
usato un avvolgimento rigido per fissare i fili in modo che essi non scivolino.
E' meglio inserire le estremità sciolte nell'occhiello superiore
della corda finita. Poichè questo occhiello non scivola su e giù lungo il flettente
durante la fase di tarzione e rilascio, esso può essere più piccolo. Quando è stata
avvolta la giusta quantità di corda, finire l'avvolgimento usando il 2º metodo, fase
finale di un avvolgimento. A questo punto non tagliare il filo di avvolgimento.
Quando l'avvolgimento iniziale è stato completato, le estremità
del materiale di dacron possono essere tagliate ed il braccio può essere ruotato nella
sua posizione originale.
Per rinforzare la corda, intrecciare le estremità
del materiale di corda intorno al corpo principale di corda per
cinque o sei pollici. Tirare energicamente le estremità libere
e fissarle al perno C. Usare modelli di intreccio descritto (fig.
8).
Procedere all'avvolgimento dell'occhiello
chiuso avvolgendo sopra le superfici precedentemente avvolte,
facendo scendere la corda di cinque o sei pollici. Finire l'avvolgimento
con uno dei due metodi presentati nella prima parte (fig.
4).
Questo completa l'occhiello inferiore.
Per finire l'altro occhiello della corda ripetere le procedure
descritte per l'occhiello inferiore con le seguenti eccezioni:
1ª Questo occhiello deve essere più largo; l'esatta dimensione
dipende dalla larghezza dei flettenti dell'arco. Un avvolgimento iniziale di tre pollici e
mezzo è generalmente necessario.
2ª L'avvolgimento dell'occhiello deve essere
centrato al suo completamento. per fare questo marcare la lunghezza
della corda da avvolgere prima di ruotare il braccio A-B come
indicato (fig. 10).
Se l'avvolgimento finale su entrambe le estremità non è ancora
esatto (da 1/8 a 1/4 pollice di differenza), non preoccupatevi ma cercate di evitare la
differenza oltre 1 pollice e mezzo.
Quando il secondo occhiello è stato avvolto, il lavoro
sull'apparecchio è stato completato e la corda può essere rimossa.
Per ottenere la massima robustezza della corda deve essere dato
almeno un giro per ogni tre pollici quando essa si trova sull'arco nella stessa direzione
nella quale sono state avvolte le fibre di ogni filo. Usando il metodo di lubrificazione
della corda, torcere sempre la corda in senso orario guardandola dall'estremità. Ora
collocare la corda sull'arco, torcerla correttamente e caricare l'arco. Tendere l'arco
diverse volte per allungare inizialmente il dacron.
Dopo che la corda è stata stirata in questa maniera, deve essere
completato l'avvolgimento centrale. Questo avvolgimento deve essere sufficientemente lungo
da proteggere la corda dall'usura dovuta allo sfregamento contro il parabraccio
dell'arciere e la patelletta. Anche se questo può essere meglio determinato dall'arciere,
come indicazione di massima si possono lasciare tre pollici sopra il centro della corda e
cinque pollici sotto.
KEVLAR e FAST FLIGHT DACRON B 50 - B 66
libbre soppini libbre soppini
30-35 14 fino a 25 8<R> 34-40 16 25-35 10<R>
40-45 18 35-45 12<R> 45-50 18-20 45-55 14<R> 50-55
22 55-65 16<R> 55-60 24 65-75 18
20/2 COSTRUZIONE DI UNA CORDA FIAMMINGA<R> Un sistema veloce e
pratico sul campo
Il risparmio di tempo è essenzialmente dovuto al fatto che i due
loop intrecciati della corda fiamminga si realizzano in modo molto più veloce di quelli
di una corda di tipo "tradizionale", per i quali è necessario realizzare
quattro serving.
Oltre ai vantaggi dovuti alla velocità di realizzazione, che
saranno ovviamente apprezzabili soltanto dopo aver acquisito una certa manualità, la
corda fiamminga presenta un ulteriore punto di forza, non solo in senso figurato, rispetto
a quella definita "tradizionale".
In quest'ultimo tipo di corda infatti i loop sono composti dalla
metà degli stoppini che formano la sezione centrale, e quindi rappresentano i punti
critici della corda, nei quali le rotture sono più frequenti. Nella corda fiamminga,
invece, il numero di stoppini è lo stesso sia nei loop, sia nella sezione centrale, per
questo, a parità di resistenza una corda fiamminga è composta dalla metà dei fili che
occorrono per una corda tradizionale.
Questa differenza nel numero di stoppini si traduce in una
differenza di massa, oltre a quella della freccia, che l'arco deve spostare al momento
dello sgancio. Utilizzando una corda fiamminga possiamo migliorare, sia pure di poco, il
rendimento del nostro arco. Quindi oltre a motivazioni di natura squisitamente estetica,
comunque soggettive, ne esistono anche alcune di ordine tecnico, sufficienti ad invogliare
folte schiere di autocostruttori a munirsi di rocchetto di dacron e cera per archi.
Anche se in alcuni testi vengono date indicazioni per costruire
dispositivi di costruzione appositamente ideati per la corda fiamminga, è sufficiente,
soprattutto per coloro che già lo posseggono, il dispositivo che normalmente si adopera
per la costruzione delle corde a loop avvolto. Inoltre, per i più abili basterà
addirittura un gancio del tipo di quelli che si trovano nella parte inferiore dei comuni
attaccapanni da muro, solidamente fissato ad una parete o in un qualsiasi altro punto,
purchè il tutto risulti immobile e resistente a trazione.
La costruzione vera e propria che inizia con la preparazione di un
numero di fili di dacron, sufficiente a supportare il carico dell'arco con un ragionevole
margine di sicurezza, di lunghezza pari a quella che dovrà essere la corda aumentata di
circa una quarantina di centimetri. Per la scelta del numero ottimale di stoppini si
consiglia di tenere conto delle tabelle consigliate sui manuali e delle considerazioni
fatte sulla parte introduttiva.
Occorre inoltre sottolineare che tali stoppini dovranno essere in
numero pari in quanto dovranno essere poi ripartiti in due gruppi uguali.
A questo punto occorre ripartire gli stoppini così predisposti in
due gruppi di egual numero e incerare abbondantemente le due semicorde ottenute. A questo
proposito si consiglia, almeno per i primi tentativi di costruzione, di utilizzare due
colori diversi di dacron, uno per ciascun gruppo di stoppini ottenuti nella fase
precedente.
Prendete le due semicorde di cui alla fase
precedente e accostatele facendo combaciare le rispettive estremità,
cioè come se dovessimo ragruppare di nuovo i due gruppi di stoppini.
Fissare quindi il tutto ai supporti del dispositivo di fabbricazione
delle corde come indicato in fig.
1, in modo tale che risulti che le estremità di ciascuna semicorda
siano libere per circa una ventina di centimetri (la metà cioè
dei quaranta centimetri eccedenti la lunghezza che dovrà avere
la corda montata sull'arco).
A questo punto siamo in grado di realizzare l'avvolgimento che
andrà a costituire il primo loop. Afferrare le estremità libere si ciascuna semicorda
tra i pollici e gli indici, imprimendo a ciascuna di esse una rotazione in senso orario e
avvolgendo i due tronconi su se stessi in senso antiorario come indicato in figura.
Ripetete questa operazione fino ad ottenere
un avvolgimento di almeno 5 o 6 cm. Una volta fatto questo ripiegare
ad anello l'avvolgimento così ottrnuto facendo combaciare ciascuno
le residue estremità di semicorda con il campo lungo di colore
diverso (fig. 2).
Questi spezzoni che abbiamo fatto combaciare dovranno poi essere
avvolti tra loro in senso orario con l'ausilio di un'abbondante dose di cera per archi.
Contemporaneamente a questo avvolgimento bisognerà effettuarne uno
in senso antiorario come indicato in figura, analogamente a quanto fatto per
l'avvolgimento dell'occhiello.
A questo punto abbiamo completato il primo loop con lo stesso
identico procedimento possiamo realizzare il secondo.
Prima di accingerci alla realizzazione del secondo occhiello,
occorre però dare a ciascuna delle due semicorde che escono dal primo loop una serie di
giri (almeno 10 o 15) in senso antiorario, per evitare che l'avvolgimento del secondo loop
vada a disfare quello del primo.
Una volta terminata la realizzazione del secondo occhiello, la
costruzione è praticamente terminata, occorre soltanto dare qualche tocco finale
eliminando gli eccessi di dacron sfuggiti ai nostri polpastrelli e realizzando l'unico
serving di cui necessita una corda fiamminga.
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