Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna
Manuale tecnico di tiro con l'arco per istruttori FIARC

Prima Pubblicazione settembre 1991

Vittorio Brizzi - Edoardo Ferraro
MANUALE DI TIRO CON L'ARCO

Indice espanso |Scuola nazionale FIARC di Tiro con l'Arco di YR | Fiarc WebSite

Cap.7

ORGANIZZAZIONE DEL MOVIMENTO VOLONTARIO

7/1 LA COORDINAZIONE

Per Meinel coordinazione é "la sintesi di tutti i processi parziali dell'atto motorio rispetto all'obiettivo, allo scopo che si deve raggiungere eseguendo il movimento".

Lo schema semplificato ad alternanze che abbiamo proposto per una prima comprensione, può, più correttamente, essere visto come uno schema di tipo circolare o ad anello.

da K.MEINEL Teoria del movimento ed. S.S.S. Roma

Oppure secondo Berstein "la coordinazione é l'organizzazione della controllabilità dell'apparato motorio" secondo lo schema:

7/1-1 Apparato di autoregolazione

da M.A.Berstein Fisiologia del movimento ed. S.S.S. Roma

Dove per Sw (Sollwert) = valore richiesto, ossia il valore di progetto.<R> Per Iw (Istwert) = valore reale, ossia valore di esecuzione.<R> <F128P11M>D<F255P255D>w differenza fra Sw e Iw o meglio valore oscillante rappresentante i continui microaggiustamenti che l'organo di controllo decide di far eseguire affinché Iw ed Sw siano il più possibile simili. In altre parole i continui aggiustamenti perché il valore di esecuzione corrisponda al valore di progetto con gli adattamenti necessari richiesti dalle eventuali variabili sempre in ordine al conseguimento del miglior risultato possibile. (Ristrutturazione adattiva del programma in corso di realizzazione).

Sempre con Berstein possiamo mettere in evidenza alcuni aspetti importanti della coordinazione.

7/1-2 L'anticipazione

L'invariante che guida il movimento è il senso, il significato del compito motorio e l'anticipazione del risultato che si vuole ottenere. Saranno essi a determinare il programma Berstein introduce così il concetto di immagine o rappresentazione del risultato. Concetto che le attuali conoscenze permettono di ampliare in quello di immagine motoria. La capacità, cioè, di rappresentare a livello mentale, quasi per immagini, nel nostro caso un gesto sportivo.

Per tale rappresentazione, che solitamente è una rappresentazione anticipatrice del gesto, concorrono le informazioni sensoriali già esistenti nel bagaglio della nostra memoria motoria e le informazioni aggiuntive che provengono dalla comunicazione verbale. <201> un processo molto importante, essendo la rappresentazione motoria una rappresentaziome "dentro di se" durante la quale si innescano microcontrazioni muscolari nei distretti e nella successione richiesta dal gesto che ci stiamo rappresentando (Rohracher).

7/1-3 Il processo di soluzione

una riflessione che contiene un grande insegnamento che sarà necessario avere sempre presente. La natura reale del processo d'esercitazione necessario per riuscire a controllare una nuova abilità motoria consiste nella graduale ricerca delle soluzioni motorie ottimali del compito, delle quali ci si deve impadronire. Perciò un esercizio impostato correttamente non consiste nel ripetere ogni volta "i mezzi", ma "il processo" di soluzione di questo problema, con mezzi che vengono cambiati e perfezionati volta per volta.

A tutti quindi sarà chiaro che l'esercizio consiste in un tipo particolare di ripetizione senza ripetizione, e che un insegnamento motorio, che ignorasse questo principio rappresenterebbe solo una ripetizione puramente meccanica, a pappagallo, un metodo ormai da tempo screditato nella pedagogia.(Salzegeber 1935)

E, infine, una considerazione importante sulle possibilità di affinamento della coordinazione.

7/1-4 Il grado di correttezza obiettiva

"Il presupposto decisivo per la riuscita o il fallimento dell'azione da eseguire è il grado di correttezza (fedeltà) obiettiva dell'informazione.

- = Per tutta la filogenesi degli organismi viventi, la selezione naturale ha eliminato spietatamente quegli individui nei quali i recettori che controllavano l'attività motoria operavano come uno specchio deformante. Nell'ontogenesi ogni incontro di un singolo individuo con l'ambiente circostante, che gli richiede la soluzione di un compito di movimento, nel suo sistema nervoso porta allo sviluppo (a volte ad un prezzo molto alto), di "rappresentazioni obiettive" del mondo esterno, sempre più attendibili e precise, sia in termini di percezione e interpretazione della situazione che provoca l'azione, sia in termini di proiezione e controllo della realizzazione di una azione corrispondente a quella situazione. Ogni attività motoria razionale richiede nel cervello una rappresentazione non definita e codificata arbitrariamente, ma obiettiva, qualitativamente e quantitativamente vera dell'ambiente esterno, ed é, a sua volta, anche un mezzo attivo per la conoscenza di questo ambiente".

Il successo o l'insuccesso di ogni attività motoria diretta alla soluzione di un problema di movimento porta ad un perfezionamento progressivo e ad un esame incrociato dei dati della sintesi sensoria che abbiamo citato sopra e delle sue componenti.

Per comprendere quanti e quanto raffinati e affinabili siano gli strumenti che abbiamo a disposizione per strutturarci e ristrutturarci attraverso il movimento, adattandoci alle problematiche dell'ambiente o adattando l'ambiente alle nostre esigenze, è necessario conoscere questi strumenti o analizzatori.

7/2 ANALIZZATORI SENSORIALI

7/2-1 Propriocettori

Analizzatore cinestetico. <201> l'analizzatore che percepisce il movimento a livello muscolare, tendineo, legamentoso e articolare. <R> I recettori dell'analizzatore cinestetico ci informano sull'accorciamento o allungamento dei muscoli sull'intensità di contrazione, sulla velocità, sull'accelerazione e forza dei movimenti, sui rapporti reciproci dei vari segmenti, sugli angoli assunti dai vari segmenti, sulla precisione dei movimenti nel tempo e nello spazio.<R> L'analizzatore cinestetico è contraddistinto dal poter usufruire per le sue informazioni di un'alta velocità di conduzione molto più alta di quelle utilizzate dagli altri sensori.<R> <201> una caratteristica molto importante per le informazioni che vengono inviate durante il movimento stesso e che possono permettere eventuali correzioni.<R> Pur essendo l'analizzatore più specifico per la percezione del movimento, lavora in stretta collaborazione con tutti gli altri analizzatori.

Analizzatore statico dinamico. l'analizzatore situato nel vestibolo auricolare. Attraverso alle sue informazioni conosciamo continuamente la posizione della testa rispetto al campo gravitazionale e la direzione e l'accelerazione del movimento.

7/2-2 Estrocettori

Analizzatore tattile. I suoi recettori sono localizzati nella cute. Attraverso a questo analizzatore giungono le informazioni sulla forma e sulla superficie degli oggetti.

Analizzatore ottico. Non solo ci informa dello svolgersi del movimento nell'ambiente, ma in parte anche del movimento di alcuni nostri segmenti corporei, che rientrano nel campo visivo e più ancora ci informa delle variazioni di posizione del nostro corpo rispetto all'ambiente. Nel caso del tiro con l'arco ha un'importanza eccezionale nel fornire informazioni sul bersaglio e sulla valutazione delle distanze, conscia o inconscia che sia e, sempre, ma con speciale rilevanza durante la prima fase della coordinazione, ci fornisce l'informazione sul risultato.<R> Oltre che, naturalmente, fornirci le informazioni ottiche sul modello di gesto da "imitare" che l'istruttore propone agli allievi.

Analizzatore acustico. Ci fornisce un doppio tipo di informazione. Recepisce infatti segnali acustici provenienti dall'ambiente o in relazione al gesto sportivo, e cosa molto più importante, i segnali provenienti dalla comunicazione verbale.<R> <201> un analizzatore determinante nel processo di apprendimento, poichè attraverso alla seconda funzione si sviluppa la capacità di astrazione che permette un enorme ampliamento delle possibilità di insegnamento e di apprendimento. Va notato come la vasta gamma di sensazioni percettive non sia immediatamente presente alla coscienza e che alcune sensazioni soprattutto cinestetiche diventino coscienti man mano che si sviluppa e si perfeziona l'apprendimento.<R> Solo ad un certo stadio l'atleta è in grado di percepire questo tipo di sensazione e di tradurla nel sistema verbale di comunicazione. In altri termini di parlare delle sue sensazioni motorie.

Attraverso gli organi di senso ci pervengono continuamente informazioni sull'ambiente esterno (informazioni estrocettive) e informazioni dal nostro corpo (informazioni propriocettive). Tutta questa massa di informazioni percorrendo le vie nervose afferenti giunge al nostro cervello che analizza, sceglie, decide, organizza e ordina l'esecuzione del movimento, strutturando il progetto motorio a seconda dei fini che si propone di raggiungere. L'ordine di esecuzione attraverso alle vie nervose efferenti giunge alla muscolatura volontaria e il movimento si compie. Ma, nel compiersi, continuano a giungere al cervello dagli organi di senso attraverso alle vie afferenti (afferrenza di ritorno, reafferenza, feed-back) informazioni sull'esecuzione del movimento. Queste informazioni vengono confrontate con l'originale progetto motorio e, nel caso se ne discostino, possono partire ordini di correzione che attraverso alle vie nervose efferenti raggiungono le muscolature. A movimento compiuto ancora attraverso alle vie nervose afferenti giungono le informazioni sul risultato. Questo andirivieni di stimoli ci evidenzia con chiarezza le strette e incessanti relazioni che ci sono tra noi e il nostro corpo, tra noi e l'ambiente e tra noi e il nostro corpo nell'ambiente.

Possiamo ora approfondire le problematiche di quella che abbiamo chiamato organizzazione del movimento ampliandone il concetto.

 

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  Gli Autori:
Vittorio Brizzi - e-mail: studionet@vbrizzi.dsnet.it,
Edoardo Ferraro - e-mail: edo_simon@yahoo.com.