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Cap.7
ORGANIZZAZIONE DEL MOVIMENTO VOLONTARIO
7/1 LA COORDINAZIONE
Per Meinel coordinazione é "la sintesi di tutti i processi
parziali dell'atto motorio rispetto all'obiettivo, allo scopo che si deve raggiungere
eseguendo il movimento".
Lo schema semplificato ad alternanze che abbiamo
proposto per una prima comprensione, può, più correttamente,
essere visto come uno schema di tipo circolare o ad anello.
da K.MEINEL Teoria del movimento ed. S.S.S. Roma
Oppure secondo Berstein "la coordinazione é
l'organizzazione della controllabilità dell'apparato motorio" secondo lo schema:
7/1-1 Apparato di autoregolazione
da M.A.Berstein Fisiologia del movimento ed. S.S.S. Roma
Dove per Sw (Sollwert) = valore richiesto, ossia il valore di
progetto.<R> Per Iw (Istwert) = valore reale, ossia valore di esecuzione.<R>
<F128P11M>D<F255P255D>w differenza fra Sw e Iw o meglio valore oscillante
rappresentante i continui microaggiustamenti che l'organo di controllo decide di far
eseguire affinché Iw ed Sw siano il più possibile simili. In altre parole i continui
aggiustamenti perché il valore di esecuzione corrisponda al valore di progetto con gli
adattamenti necessari richiesti dalle eventuali variabili sempre in ordine al
conseguimento del miglior risultato possibile. (Ristrutturazione adattiva del programma in
corso di realizzazione).
Sempre con Berstein possiamo mettere in evidenza alcuni aspetti
importanti della coordinazione.
7/1-2 L'anticipazione
L'invariante che guida il movimento è il senso, il significato del
compito motorio e l'anticipazione del risultato che si vuole ottenere. Saranno essi
a determinare il programma Berstein introduce così il concetto di immagine
o rappresentazione del risultato. Concetto che le attuali conoscenze permettono di
ampliare in quello di immagine motoria. La capacità, cioè, di rappresentare a
livello mentale, quasi per immagini, nel nostro caso un gesto sportivo.
Per tale rappresentazione, che solitamente è una rappresentazione
anticipatrice del gesto, concorrono le informazioni sensoriali già esistenti nel
bagaglio della nostra memoria motoria e le informazioni aggiuntive che provengono dalla
comunicazione verbale. <201> un processo molto importante, essendo la
rappresentazione motoria una rappresentaziome "dentro di se" durante la quale si
innescano microcontrazioni muscolari nei distretti e nella successione richiesta dal gesto
che ci stiamo rappresentando (Rohracher).
7/1-3 Il processo di soluzione
una riflessione che contiene un grande insegnamento che sarà
necessario avere sempre presente. La natura reale del processo d'esercitazione necessario
per riuscire a controllare una nuova abilità motoria consiste nella graduale ricerca
delle soluzioni motorie ottimali del compito, delle quali ci si deve impadronire. Perciò
un esercizio impostato correttamente non consiste nel ripetere ogni volta "i
mezzi", ma "il processo" di soluzione di questo problema, con mezzi che
vengono cambiati e perfezionati volta per volta.
A tutti quindi sarà chiaro che l'esercizio consiste in un tipo
particolare di ripetizione senza ripetizione, e che un insegnamento motorio, che ignorasse
questo principio rappresenterebbe solo una ripetizione puramente meccanica, a pappagallo,
un metodo ormai da tempo screditato nella pedagogia.(Salzegeber 1935)
E, infine, una considerazione importante sulle possibilità di
affinamento della coordinazione.
7/1-4 Il grado di correttezza obiettiva
"Il presupposto decisivo per la riuscita o il
fallimento dell'azione da eseguire è il grado di correttezza (fedeltà) obiettiva
dell'informazione.
- = Per tutta la filogenesi degli organismi viventi, la
selezione naturale ha eliminato spietatamente quegli individui nei quali i recettori che
controllavano l'attività motoria operavano come uno specchio deformante. Nell'ontogenesi
ogni incontro di un singolo individuo con l'ambiente circostante, che gli richiede la
soluzione di un compito di movimento, nel suo sistema nervoso porta allo sviluppo (a volte
ad un prezzo molto alto), di "rappresentazioni obiettive" del mondo esterno,
sempre più attendibili e precise, sia in termini di percezione e interpretazione della
situazione che provoca l'azione, sia in termini di proiezione e controllo della
realizzazione di una azione corrispondente a quella situazione. Ogni attività motoria
razionale richiede nel cervello una rappresentazione non definita e codificata
arbitrariamente, ma obiettiva, qualitativamente e quantitativamente vera dell'ambiente
esterno, ed é, a sua volta, anche un mezzo attivo per la conoscenza di questo
ambiente".
Il successo o l'insuccesso di ogni attività motoria
diretta alla soluzione di un problema di movimento porta ad un perfezionamento progressivo
e ad un esame incrociato dei dati della sintesi sensoria che abbiamo citato sopra e delle
sue componenti.
Per comprendere quanti e quanto raffinati e affinabili
siano gli strumenti che abbiamo a disposizione per strutturarci e ristrutturarci attraverso
il movimento, adattandoci alle problematiche dell'ambiente o adattando l'ambiente alle
nostre esigenze, è necessario conoscere questi strumenti o analizzatori.
7/2 ANALIZZATORI SENSORIALI
7/2-1 Propriocettori
Analizzatore cinestetico. <201> l'analizzatore che
percepisce il movimento a livello muscolare, tendineo, legamentoso e articolare. <R>
I recettori dell'analizzatore cinestetico ci informano sull'accorciamento o allungamento
dei muscoli sull'intensità di contrazione, sulla velocità, sull'accelerazione e forza
dei movimenti, sui rapporti reciproci dei vari segmenti, sugli angoli assunti dai vari
segmenti, sulla precisione dei movimenti nel tempo e nello spazio.<R> L'analizzatore
cinestetico è contraddistinto dal poter usufruire per le sue informazioni di un'alta
velocità di conduzione molto più alta di quelle utilizzate dagli altri sensori.<R>
<201> una caratteristica molto importante per le informazioni che vengono inviate
durante il movimento stesso e che possono permettere eventuali correzioni.<R> Pur
essendo l'analizzatore più specifico per la percezione del movimento, lavora in stretta
collaborazione con tutti gli altri analizzatori.
Analizzatore statico dinamico. l'analizzatore situato nel
vestibolo auricolare. Attraverso alle sue informazioni conosciamo continuamente la
posizione della testa rispetto al campo gravitazionale e la direzione e l'accelerazione
del movimento.
7/2-2 Estrocettori
Analizzatore tattile. I suoi recettori sono localizzati nella
cute. Attraverso a questo analizzatore giungono le informazioni sulla forma e sulla
superficie degli oggetti.
Analizzatore ottico. Non solo ci informa dello svolgersi del
movimento nell'ambiente, ma in parte anche del movimento di alcuni nostri segmenti
corporei, che rientrano nel campo visivo e più ancora ci informa delle variazioni di
posizione del nostro corpo rispetto all'ambiente. Nel caso del tiro con l'arco ha
un'importanza eccezionale nel fornire informazioni sul bersaglio e sulla valutazione delle
distanze, conscia o inconscia che sia e, sempre, ma con speciale rilevanza durante la
prima fase della coordinazione, ci fornisce l'informazione sul risultato.<R> Oltre
che, naturalmente, fornirci le informazioni ottiche sul modello di gesto da
"imitare" che l'istruttore propone agli allievi.
Analizzatore acustico. Ci fornisce un doppio tipo di
informazione. Recepisce infatti segnali acustici provenienti dall'ambiente o in relazione
al gesto sportivo, e cosa molto più importante, i segnali provenienti dalla comunicazione
verbale.<R> <201> un analizzatore determinante nel processo di apprendimento,
poichè attraverso alla seconda funzione si sviluppa la capacità di astrazione che
permette un enorme ampliamento delle possibilità di insegnamento e di apprendimento. Va
notato come la vasta gamma di sensazioni percettive non sia immediatamente presente alla
coscienza e che alcune sensazioni soprattutto cinestetiche diventino coscienti man mano
che si sviluppa e si perfeziona l'apprendimento.<R> Solo ad un certo stadio l'atleta
è in grado di percepire questo tipo di sensazione e di tradurla nel sistema verbale di
comunicazione. In altri termini di parlare delle sue sensazioni motorie.
Attraverso gli organi di senso ci pervengono
continuamente informazioni sull'ambiente esterno (informazioni
estrocettive) e informazioni dal nostro corpo (informazioni
propriocettive). Tutta questa massa di informazioni percorrendo
le vie nervose afferenti giunge al nostro cervello che
analizza, sceglie, decide, organizza e ordina l'esecuzione del
movimento, strutturando il progetto motorio a seconda dei fini
che si propone di raggiungere. L'ordine di esecuzione attraverso
alle vie nervose efferenti giunge alla muscolatura volontaria
e il movimento si compie. Ma, nel compiersi, continuano a giungere
al cervello dagli organi di senso attraverso alle vie afferenti
(afferrenza di ritorno, reafferenza, feed-back) informazioni
sull'esecuzione del movimento. Queste informazioni vengono confrontate
con l'originale progetto motorio e, nel caso se ne discostino,
possono partire ordini di correzione che attraverso alle vie
nervose efferenti raggiungono le muscolature. A movimento
compiuto ancora attraverso alle vie nervose afferenti
giungono le informazioni sul risultato. Questo andirivieni di
stimoli ci evidenzia con chiarezza le strette e incessanti relazioni
che ci sono tra noi e il nostro corpo, tra noi e l'ambiente
e tra noi e il nostro corpo nell'ambiente.
Possiamo ora approfondire le problematiche di quella che abbiamo
chiamato organizzazione del movimento ampliandone il concetto.
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