Indice espanso |Scuola nazionale FIARC di Tiro con l'Arco di YR | Fiarc WebSite
Cap.8
LE FASI DELLA COORDINAZIONE
8/1 LA COORDINAZIONE GLOBALE GREZZA
la fase iniziale del processo di apprendimento.
Comprende il periodo che va dalla rappresentazione del movimento
da apprendere e dell'attrezzatura su cui applicarlo fino all'esecuzione, anche se
imperfetta del gesto. L'allievo si crea la prima rappresentazione grezza e
approssimativa del movimento da compiere.
Caratteristiche di questa fase sono:
- L'uso impreciso della forza, in genere l'allievo tende ad impiegare
più forza del necessario.
- L'uso errato o comunque incompleto della muscolatura da coinvolgere
per il gesto corretto (nella fattispecie per il tiro con l'arco, lo scarso utilizzo della
muscolatura dorsale).
- Un impreciso o errato movimento angolare delle articolazioni.
- Frammentazione dell'azione globale.
- Rigidità del movimento (mancanza di omogeneità, fluidità, ritmo).
- Scarsa ampiezza di movimento.
- Contrazione della muscolatura agonista e antagonista nel tentativo di
ridurre i gradi di libertà articolare, per raggiungere una maggiore precisione.- Lentezza
di esecuzione.
- - Mancanza di precisione.
- - Indecisione e, a volte, una specie di timore del gesto da compiere.
L'allievo, in questa prima fase, si forma una rappresentazione del
movimento in base alla informazioni verbali dell'istruttore e alle dimostrazioni del gesto
che esso darà, ponendo il tutto in rapporto alle proprie esperienze motorie.
L'utilizzo degli analizzatori sensoriali in questo stadio privilegia
l'analizzatore ottico. Le informazioni di ritorno riguardano il risultato, mentre tutte le
altre informazioni sensoriali sullo svolgimento del movimento rimangono in secondo piano
e, o non sono recipite, o sono recepite confusamente, comprese quelle importantissime
fornite dall'analizzatore cinestetico.
In effetti le informazioni arrivano e in gran quantità, ma
l'allievo non è ancora in grado di elaborarle, o meglio la sua capacità di elaborarle a
livello centrale è strettamente correlata alla sua esperienza motoria, ricca o povera che
sia. Un atleta esperto, ad esempio, sarà molto facilitato nell'apprendere un nuovo
movimento, nei confronti di un principiante o di un soggetto sedentario.
8/1-1 Comprensione del movimento da apprendere
"La comprensione del compito di movimento include una prima
comprensione mentale della nuova esecuzione motoria, oggetto dell'apprendimento. La
formulazione verbale del compito e la dimostrazione creano nell'allievo una prima rappresentazione
grezza del movimento.....lo stadio della coordinazione grezza viene raggiunto dopo
alcuni esercizi" (Meinel).
Il compito deve essere assegnato in modo preciso e comprensibile,
sia verbalmente, sia con la dimostrazione.
Procedere per tappe fissando un obiettivo alla volta. Quando ci si
è accertati che l'allievo ha ben compreso quel che deve fare procedere subito invitandolo
a fare i primi tentativi.
Ci si deve sforzare di mettere l'allievo in condizioni di
riuscire nella prima, anche se imperfetta, esecuzione del movimento, senza sovraccaricarlo
di consigli e senza ossessionarlo con continui suggerimenti e correzioni. L'allievo,
infatti, troverà grande difficoltà ad applicarsi a più problemi contemporaneamente
(mentre starà concentrando i propri sforzi nell'aprire l'arco, non riuscirà anche a
controllare il rilassamento del polso, la posizione della mano sull'impugnatura,
l'extrarotazione del gomito, la corretta posizione della spalla...ecc.).
E'importante aver presente tutto questo e comportarsi di conseguenza, senza fretta. Sarebbe
solo dannosa al processo di apprendimento. E' da evitare in modo tassativo un
sovraccarico di compiti motori che non potrebbero, comunque essere svolti. Correzioni,
indicazioni, suggerimenti, vanno riferiti a quel particolare allievo in quel
particolare stadio di apprendimento in modo che l'allievo possa collegarli alle
sensazioni motorie che è in grado di elaborare in quel momento. La coordinazione globale
grezza si acquisisce in modo relativamente facile e in tempi brevi avendo presente quanto
sopra esposto.
8/2 COORDINAZIONE SETTORIALE O CONTROLLO SEGMENTARIO
una zona di confine, una fase intermedia in cui è possibile
suscitare sensazioni motorie corrette, anche propriocettive, ma non ancora tutte correlate
fra loro, cosa che avviene nella successiva fase della coordinazione fine. <201>
opportuno dare, in questa fase, la precedenza agli apprendimenti che possono trovare
riscontro nell'esperienza motoria di cui già dispone l'allievo. Si possono quindi
introdurre esercizi che lavorino sull'equilibrio (presa di contatto con il suolo), messa a
punto delle linee di forza, assi e piani ecc..
Appropriazione, quindi, di propriocezioni che sono ala base di
tecniche fondamentali, ma che si riallacciano, in fondo, a sensazioni preesistenti
nell'esperienza motoria dell'allievo. In questo stadio, con i suggerimenti
dell'istruttore, migliora a livello centrale la capacità propriocettiva, iniziano ad
evidenziarsi le sensazioni più vicine al proprio vissuto. Un po' come se si aprissero
nuovi canali di comunicazione.
L'attenzione non è più dominata dal solo risultato (riuscire ad
aprire l'arco, lasciar partire la freccia e vedere dove va a finire). Si padroneggiano
spezzoni corretti di movimento senza, tuttavia, riuscire a interconnetterli in un
movimento completo e fluido. Vengono analizzate correttamente aree di sensazioni, pur
senza utilizzare la ricchezza informativa ed espressiva che si conquista con la
coordinazione fine. Permangono la maggior parte dei problemi caratteristici della
coordinazione grezza.
L'istruttore sempre procedendo per gradi e affrontando un problema
alla volta, può insistere su talune correzioni, e l'allievo sarà in grado di percepire
gli errori e in ultima analisi, anche se confusamente, una serie di situazioni di
movimento corrette. Situazioni, per ora, analizzate come una serie di posizioni statiche,
quasi una sequenza di movimenti vista frammentariamente, fotogramma per fotogramma.
Nella fase immediatamente succesiva si interconnetteranno in una
sequenza dinamica, quella del movimento corretto.
8/3 COORDINAZIONE FINE
lo stadio in cui l'allievo giunge a padroneggiare il gesto ed a
eseguirlo correttamente senza grossi errori. <201> lo stadio in cui è in grado di
recepire a livello cosciente la grande massa di informazioni sensoriali, soprattutto propriocettive
(analizzatore cinestetico). "Con lo stadio della coordinazione fine viene
raggiunto un grado più elevato di coordinazione fra forze, movimenti parziali e fasi del
movimento, ed il decorso del movimento diventa più armonico e continuo. Scompaiono i
movimenti sinergici, inutili e scomposti. Il controllo dell'intera esecuzione motoria
aumenta e diventa più preciso e razionale (Meinel).
La coordinazione fine è carattarizzata da:
- Un appropriato impiego della forza.
- Un'adeguata ampiezza di movimento.
- Fluidità.
- Precisione e costanza (le esecuzioni sono simili l'una all'altra).
- Ritmo esecutivo corretto.
avvenuto che le informazioni sensoriali sono decifrate sempre più
correttamente. L'allievo è in grado di usufruire di una quantità maggiore di
informazione e di interpretarle in modo qualitativamente migliore. In questo modo
l'allievo è in grado di percepire, comprendere, controllare anche i particolari
del movimento che non riesce a vedere. Mentre prima era predominante l'informazione sul
risultato, ora vengono elaborate anche le informazioni nell'esecuzione del movimento.
Durante questa fase si sviluppa una "rappresentazione di dettagli" molto
particolareggiata sulla quale si può intervenire per correggere e sistemare il gesto
tecnico corretto.
In questa fase l'allievo può apportare correzioni alla sua
esecuzione per renderla più corrispondente al programma, ma è anche in grado di
anticipare variazioni al programma, se prevede che questo possa venire disturbato da
mutamenti ambientali. Da quanto appena visto possiamo derivare alcune considerazioni
didattiche. L'attenzione dell'allievo verrà attirata sulle particolarità
dell'esecuzione, al contrario che per la fase di coordinazione grezza. <201>
questo il momento della messa a punto fine. Sarà necessario porre molta attenzione al
linguaggio e alla terminologia utilizzati. In questo momento sarà infatti il principale
strumento di comunicazione fra istruttore e allievo. Si dovrà inoltre stimolare l'allievo
ad esprimere verbalmente le sensazioni che ormai recepisce sullo svolgimento del
movimento. <201> possibile che si verifichi un temporaneo arresto dei miglioramenti
in questa fase che questo desti preoccupazioni.
A volte si registra addirittura un regresso, seguito, comunque, da
decisi miglioramenti. Si tratta della cosiddetta fase di plateau. "Si può
supporre che il processo di apprendimento continui nei processi complessi di coordinazione
sensomotoria, anche se nell'esecuzione del movimento non si vede nessun cambiamento.
Perciò la formazione di un plateau esprime soltanto una stasi apparente"
(Meinel). <201> inoltre il momento opportuno per rafforzare a motivazione
che, secondo Aniochin agisce come filtro delle informazioni, decide cioè quali
informazioni vanno recepite ed elaborate nel processo di apprendimento.
Oltre a questa funzione il rafforzamento della motivazione ha grande
importanza per il futuro arcieristico dell'allievo. Può succedere, infatti, che allievi
poco dotati ma fortemente motivati arrivino alla fase delle coordinazioni fine con molta
fatica e molto lentamente, ma una volta arrivati procedano con sicurezza ottenendo buoni
risultati e continuino a tirare proprio grazie alla loro forte motivazione. Altri
allievi più evoluti sul piano motorio ma meno motivati avranno conquiste molto più
rapide e più facili, ma sovente, al conseguimento di una tecnica discreta, se non avranno
acquisito motivazioni più forti smetteranno di tirare. Le fasi successive a questa tappa
del processo di apprendimento non riguarderanno certamente più il nostro allievo di un
corso di base, ciò nonostante è opportuno che l'istruttore le conosca, anche se molto
schematicamente.
8/4 STABILIZZAZIONE DELLA COORDINAZIONE FINE
la fase in cui il tiratore acquisisce le "capacità di poter
utilizzare efficacemente il movimento nelle condizioni continuamente mutevoli della gara,
sulle quali rientrano anche le variazioni delle condizioni del terreno, quelle del clima
ecc..." (Mainel). E aggiungeremmo i condizionamenti psicologici molto importanti
riguardanti il risultato che emergono durante una competizione. <201> proprio il
caso di ricordare che nelle nostre gare, poi, ogni freccia è diversa dall'altra. Tutte
egualmente importanti. In realtà non ci troviamo di fronte ad un diverso tipo di
coordinazione ma ad un aumento delle capacità di adattamento alle più diverse
situazioni di disturbo.
Il movimento è preciso e costante nonostante il
variare delle condizioni e dei problemi da affrontare il ritmo esecutivo
(organizzazioni delle contrazioni e delle decontrazioni muscolari secondo la sequenza
cronologicamente corretta richiesta dal movimento da eseguire) è perfettamente a punto o
addirittura personalizzato. Solo in queste condizioni si può giungere all'automazione
del gesto. "Con l'aumento della stabilità della coordinazione fine non è più
necessario che l'attenzione dell'allievo e quindi il suo controllo sensomotorio
cosciente siano rivolti all'esecuzione globale del movimento" (Meinel).
Attenzione però che quando si verifichino discrepanze nei risultati
si reinserisce il controllo della coscienza. Aniochin parlò di afferenze complementari di
riserva che si innestano e si disinnestano e che quindi fanno supporre esistere sempre a
livello subliminare e prendere parte quando necessario alla regolazione del movimento. E
per Berstein "i sistemi automatici non sono puramente autonomi, ma sono collegati
alla coscienza. La coscienza può dare inizio alla loro attività, la può regolare,
rafforzare, reprimere." La sottrazione del movimento al livello della coscienza pone
in evidenza altre componenti importanti.
- -La volitività e la finalizzazione del gesto (io
e il bersaglio, io e gli antagonisti, ecc...).<R>
- -La fantasia espressiva e creativa nella ricerca delle
soluzioni di tiro.
8/5 MAESTRIA
Ultima e difficilmente raggiungibile fase dell'espressione motoria.
<201> un processo teoricamente senza fine nel quale ha grande importanza la creatività
dell'atleta che a questo livello interpreta la tecnica acquisita, introducendo varianti
personali e veri e propri "salti tecnici" che spesso potranno creare, a loro
volta, una nuova tecnica e una nuova scuola.
8/6 DISTURBI DELLA COORDINAZIONE
Molti possono essere gli elemeti di disturbo del processo
coordinativo, a qualsiasi livello di sviluppo sia giunto. Naturalmente sono più dannosi a
livelli bassi di coordinazione e maggiormente controllabili ai livelli più evoluti. Gli
elementi di disturbo possono, essenzialmente, essere imputati a cause di tipo squisitamete
psicologico o a cause di tipo fisico. Vediamone alcune.
- - Carenza di motivazione.
- - Scarsa concentrazione.
- - Paura dell'insuccesso o del giudizio negativo di altri.
- - Insufficiente fiducia in se stessi o nell'attrezzatura.
- - Disturbi di tipo ambientale.
- - Eccessivo libbraggio dell'arco. Secondo Farfel la precisione dei
movimenti articolari viene disturbata quando la tensione muscolare supera il 70% della
forza massima.
- - Fatica. C. Gallozzi e F. Amodio riportano di studi che mettono in
evidenza la relazione fra l'affaticamento e la concentrazione di ammoniaca ematica. Tale
concentrazione sarebbe causa di disturbi al cervelletto che è responsabile del controllo
del movimento.
Attraverso gli organi di senso ci pervengono continuamente
informazioni sull'ambiente esterno (informazioni estrocettive) e informazioni dal
nostro corpo (informazioni propriocettive). Tutta questa massa di informazioni
percorrendo le vie nervose afferenti giunge al nostro cervello che analizza,
sceglie, decide, organizza e ordina l'esecuzione del movimento, strutturando il progetto
motorio a seconda dei fini che si propone di raggiungere. L'ordine di esecuzione
attraverso alle vie nervose efferenti giunge alla muscolatura volontaria e il
movimento si compie. Ma, nel compiersi, continuano a giungere al cervello dagli organi di
senso attraverso alle vie afferenti (afferrenza di ritorno, reafferenza, feed-back)
informazioni sull'esecuzione del movimento. Queste informazioni vengono confrontate con
l'originale progetto motorio e, nel caso se ne discostino, possono partire ordini di
correzione che attraverso alle vie nervose efferenti raggiungono le muscolature. A
movimento compiuto ancora attraverso alle vie nervose afferenti giungono le
informazioni sul risultato. Questo andirivieni di stimoli ci evidenzia con chiarezza le
strette e incessanti relazioni che ci sono tra noi e il nostro corpo, tra noi e l'ambiente
e tra noi e il nostro corpo nell'ambiente.
Possiamo ora approfondire le problematiche di quella che abbiamo
chiamato organizzazione del movimento ampliandone il concetto.
precedente | home
| next