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| Comparativa gomme
SportTouring: così uguali, così diverse
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La
“stagione” è calda in tutti i sensi. Le temperature invitano ad usare la
moto e per godersela appieno non c’è niente di meglio che un bel paio di
gomme nuove. I più sensibili all’argomento sono i possessori di moto
sportive. Ecco una comparativa tra i
pneumatici sportivi stradali
più venduti, per andare dal gommista con le idee chiare.

Basta
una sosta al bar su un bel passo di montagna per vedere le mani dei
motociclisti “volteggiare” nell’aria per spiegare il
comportamento della moto
su curve e controcurve. I più veloci mostrano con orgoglio le gomme
“nere” fin sulla spalla,
i più “lenti” si giustificano dicendo che… le gomme non sono all’altezza.
I pneumatici,
sempre loro, portati in palmo di mano o accusati di tutte le colpe. Chi ha
ragione? Abbiamo cercato di scoprirlo mettendo alla prova le
gomme sportive stradali più vendute.
Le protagoniste sono: Bridgestone
Battlax BT012,
Dunlop Sportmax D208,
Metzeler Sportec M-1,
Michelin Pilot Sport
e Pirelli Diablo.
I pneumatici sport-touring sono dedicati ad un
utilizzo polivalente:
guida sportiveggiante su strada
e magari
qualche turno in pista.
Per
testarle abbiamo scelto una Honda
Fireblade 2003 perché è la
supersportiva più venduta in Italia. Ovviamente abbiamo rispettato le misure
riportate sul libretto: 120/70-17
e 190/50-17.
Come fareste voi le abbiamo comprate
da normali rivenditori avendo solo
l’accortezza di controllare che fossero di
recente costruzione,
quindi non più vecchie di un anno.
Per
quanto riguarda la loro reperibilità
nessun problema con Mezteler,
Pirelli e Michelin, qualche difficoltà abbiamo avuto con le Dunlop mentre le
Bridgestone hanno richiesto una vera e propria ricerca, tanto che da Milano
ci siamo dovuti recare a Brescia per trovarle.
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Per
ottenere risultati
oggettivamente confrontabili
era necessario che il test delle diverse gomme fosse svolto in
condizioni omogenee.
Abbiamo allora utilizzato la
pista di Monza e ci siamo
avvalsi della preziosa collaborazione del gruppo di
ricercatori del Dipartimento di Meccanica
dell’Università di Padova
coordinati dal Prof. Vittore Cossalter per le prove al banco.
Perché tutto questo? Per tradurre in numeri le
sensazioni dei tester:
maneggevolezza, aderenza, tempi di riscaldamento, trazione, reattività
ecc. |
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I
tester,
dallo stile di guida
molto differente, erano due ed hanno effettuato i turni in pista secondo una
scaletta ben definita ma soprattutto
senza sapere quali gomme erano montate
sulla moto (grazie ad apposite coperture plastiche), evitando così di essere
influenzati dalle opinioni personali sulle diverse gomme.
In pista abbiamo misurato tutto:
tempi,
velocità,
accelerazione,
escursione delle sospensioni,
temperature
d’esercizio,
usura.
Infine il satellite ed il GPS
ci hanno mostrato le
traiettorie
seguite dai tester, non tanto per paragonarle
tra loro, quanto per capire come le diverse gomme le influenzavano. Lo
stile di guida
dei tester impegnati nella prova è molto diverso:
fluido
e veloce in percorrenza il
tester “A”,
aggressivo e spigoloso
il
tester “B”.
Sembra
impossibile ma tutto quello che una moto ed il suo pilota possono fare è
reso possibile dal contatto con il
suolo di pochi cmq di gomma. Forze
normali e tangenziali, attrito radente e volvente, profilo del battistrada e
rigidezza della carcassa sono tutti parametri e caratteristiche che
interagiscono con la ciclistica e determinano il
rendimento dinamico della moto.
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I
turni in pista erano organizzati con un preciso protocollo, necessario
per un confronto oggettivo
tra le diverse coperture.
Ogni tester,
con ogni marca di gomme,
ha percorso un totale di 9 giri
(quindi ogni treno di gomme ha fatto 18 giri): 2 giri per prendere
confidenza, 3 giri di riscaldamento a ritmo più sostenuto, 3 giri
cercando il limite ed 1 giro di rientro per un totale di
circa 104 km
“senza fare complimenti”. |
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I
risultati sono molto interessanti e se vi aspettate l’incoronazione di una
gomma vincente rimarrete delusi: la ricerca e la tecnologia applicate alle
gomme sportive sono di tale livello che nessuna gomma è stata la migliore in
assoluto ma ognuna ha manifestato
caratteristiche e comportamento diversi.
Pensavamo
che sarebbe stato soprattutto il cronometro a dirci qual’era la gomma
migliore, ma tra il miglior tempo ed il peggiore di ogni tester le
differenze sono state di 1,5 - 2 secondi, quindi abbiamo dovuto analizzare
con attenzione moltissimi altri elementi.
Basti pensare che a parità di riscontro cronometrico sono state diversissime
le sensazioni dei tester provando la
stessa gomma! In frenata ad
esempio, tra gomme diverse c’è una differenza abissale. Incredibile poi il
caso dei Michelin Pilot Sport: i
migliori per il tester A (quello
dalla guida “rotonda”), i peggiori
per il tester B (quello dalla guida
“spigolosa”).
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Premettiamo
che la prova comparativa in pista è stata effettuata nell’arco di
8 ore,
dalle 10 del mattino alle 18 del pomeriggio, quindi il primo treno di
gomme (ed un po’ anche il secondo) ha “incontrato” un asfalto più
fresco. L’ordine della prova è stato sorteggiato
alla presenza dei responsabili delle Case
costruttrici. |
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Bridgestone Battlax BT012
Sono quelle che hanno evidenziato
il minore grip. Obbligano a frenare presto ed in uscita di curva scivolano
abbastanza limitando però le impennate indesiderate.
L’anteriore comunica una buona confidenza, la velocità di inserimento in
curva è discreta così come la maneggevolezza. Anche l’assorbimento delle
reazioni allo sterzo è buono però ci mettono più delle altre a scaldarsi.
-Dunlop
D208
Hanno
il grip maggiore ed hanno manifestato grande maneggevolezza arrivando ad
essere quasi troppo reattive. La cosa sorprendente di questo dato è che
pesano complessivamente 10,95 kg, ben 1,35 kg in più rispetto alle Michelin
che conferiscono molta meno maneggevolezza. Con le Dunlop è stato ottenuto
dal tester B (quello dalla guida più aggressiva), il miglior tempo assoluto
della comparativa. Il tempo di riscaldamento è breve.
E’ la gomma giusta se la vostra moto è un po’ lenta nei cambi di direzione
oppure se pur scegliendo una gomma stradale la volete adatta anche alla
pista.
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Metzeler Sportec M-1
Nella discesa in piega sono veloci
e in impostazione di curva “rotonde”, però nei cambi di direzione hanno
manifestato una certa lentezza. Comunicano grande confidenza e per questo
sono comunicative, invitano a spingere e a fidarsi. In uscita di curva il
posteriore assicura grande trazione ed ottimo è lo smorzamento delle
reazioni allo sterzo. Si scaldano in poco tempo.
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Michelin Pilot Sport
Il
grip è discreto ed anticipando l’apertura del gas in uscita di curva anche
il controllo della derapata è abbastanza sicuro. Nella discesa in piega sono
le più neutre però difettano un po’ di maneggevolezza. Non gradiscono la
guida nervosa. Lo smorzamento delle reazioni allo sterzo è buono ed il tempo
di riscaldamento rientra nella media, né breve né lungo.
Le Pilot Sport rappresentano “il caso” della prova. Il tester A (quello
dalla guida “rotonda”) le ha giudicate le migliori; il tester B le peggiori…
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Pirelli Diablo
Sono state le gomme con i giudizi
più positivi per quanto riguarda il grip. Tant’è vero che gli angoli di
piega sono stati elevatissimi e buono anche il controllo della derapata. La
maneggevolezza è elevata ed il tempo di riscaldamento breve. Come le Dunlop
sono quindi tra le gomme stradali più sportive. Hanno permesso ad entrambi i
piloti di far registrare tempi sul giro di rilievo. Buono anche lo
smorzamento delle “sbacchettate” dello sterzo.
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