Ultima Modifica 8 Luglio 2005 ( Modifiche varie )

 

 

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Comparativa gomme SportTouring: così uguali, così diverse

 

 
 
 
 
 
 

La “stagione” è calda in tutti i sensi. Le temperature invitano ad usare la moto e per godersela appieno non c’è niente di meglio che un bel paio di gomme nuove. I più sensibili all’argomento sono i possessori di moto sportive. Ecco una comparativa tra i pneumatici sportivi stradali più venduti, per andare dal gommista con le idee chiare.

 


Basta una sosta al bar su un bel passo di montagna per vedere le mani dei motociclisti “volteggiare” nell’aria per spiegare il comportamento della moto su curve e controcurve. I più veloci mostrano con orgoglio le gomme “nere” fin sulla spalla, i più “lenti” si giustificano dicendo che… le gomme non sono all’altezza.
I
pneumatici, sempre loro, portati in palmo di mano o accusati di tutte le colpe. Chi ha ragione? Abbiamo cercato di scoprirlo mettendo alla prova le gomme sportive stradali più vendute.
Le protagoniste sono:
Bridgestone Battlax BT012, Dunlop Sportmax D208, Metzeler Sportec M-1, Michelin Pilot Sport e Pirelli Diablo.
I pneumatici sport-touring sono dedicati ad un
utilizzo polivalente: guida sportiveggiante su strada e magari qualche turno in pista.

Per testarle abbiamo scelto una Honda Fireblade 2003 perché è la supersportiva più venduta in Italia. Ovviamente abbiamo rispettato le misure riportate sul libretto: 120/70-17 e 190/50-17.
Come fareste voi le abbiamo
comprate da normali rivenditori avendo solo l’accortezza di controllare che fossero di recente costruzione, quindi non più vecchie di un anno.

Per quanto riguarda la loro reperibilità nessun problema con Mezteler, Pirelli e Michelin, qualche difficoltà abbiamo avuto con le Dunlop mentre le Bridgestone hanno richiesto una vera e propria ricerca, tanto che da Milano ci siamo dovuti recare a Brescia per trovarle.
 

 
Per ottenere risultati oggettivamente confrontabili era necessario che il test delle diverse gomme fosse svolto in condizioni omogenee. Abbiamo allora utilizzato la pista di Monza e ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione del gruppo di ricercatori del Dipartimento di Meccanica dell’Università di Padova coordinati dal Prof. Vittore Cossalter per le prove al banco.
Perché tutto questo? Per tradurre in numeri le
sensazioni dei tester: maneggevolezza, aderenza, tempi di riscaldamento, trazione, reattività ecc.
 
 
I tester, dallo stile di guida molto differente, erano due ed hanno effettuato i turni in pista secondo una scaletta ben definita ma soprattutto senza sapere quali gomme erano montate sulla moto (grazie ad apposite coperture plastiche), evitando così di essere influenzati dalle opinioni personali sulle diverse gomme.
In pista abbiamo misurato tutto:
tempi, velocità, accelerazione, escursione delle sospensioni, temperature d’esercizio, usura. Infine il satellite ed il GPS ci hanno mostrato le traiettorie seguite dai tester, non tanto per paragonarle tra loro, quanto per capire come le diverse gomme le influenzavano. Lo stile di guida dei tester impegnati nella prova è molto diverso: fluido e veloce in percorrenza il tester “A”, aggressivo e spigoloso il tester “B”.

Sembra impossibile ma tutto quello che una moto ed il suo pilota possono fare è reso possibile dal contatto con il suolo di pochi cmq di gomma. Forze normali e tangenziali, attrito radente e volvente, profilo del battistrada e rigidezza della carcassa sono tutti parametri e caratteristiche che interagiscono con la ciclistica e determinano il rendimento dinamico della moto.

 
 
I turni in pista erano organizzati con un preciso protocollo, necessario per un confronto oggettivo tra le diverse coperture.
Ogni tester, con ogni marca di gomme, ha percorso un totale di 9 giri (quindi ogni treno di gomme ha fatto 18 giri): 2 giri per prendere confidenza, 3 giri di riscaldamento a ritmo più sostenuto, 3 giri cercando il limite ed 1 giro di rientro per un totale di circa 104 km “senza fare complimenti”.
 
 
I risultati sono molto interessanti e se vi aspettate l’incoronazione di una gomma vincente rimarrete delusi: la ricerca e la tecnologia applicate alle gomme sportive sono di tale livello che nessuna gomma è stata la migliore in assoluto ma ognuna ha manifestato caratteristiche e comportamento diversi.

Pensavamo che sarebbe stato soprattutto il cronometro a dirci qual’era la gomma migliore, ma tra il miglior tempo ed il peggiore di ogni tester le differenze sono state di 1,5 - 2 secondi, quindi abbiamo dovuto analizzare con attenzione moltissimi altri elementi.
Basti pensare che a parità di riscontro cronometrico sono state diversissime le
sensazioni dei tester provando la stessa gomma! In frenata ad esempio, tra gomme diverse c’è una differenza abissale. Incredibile poi il caso dei Michelin Pilot Sport: i migliori per il tester A (quello dalla guida “rotonda”), i peggiori per il tester B (quello dalla guida “spigolosa”).

 
 
Premettiamo che la prova comparativa in pista è stata effettuata nell’arco di 8 ore, dalle 10 del mattino alle 18 del pomeriggio, quindi il primo treno di gomme (ed un po’ anche il secondo) ha “incontrato” un asfalto più fresco. L’ordine della prova è stato sorteggiato alla presenza dei responsabili delle Case costruttrici.
 
 
- Bridgestone Battlax BT012
Sono quelle che hanno evidenziato il minore grip. Obbligano a frenare presto ed in uscita di curva scivolano abbastanza limitando però le impennate indesiderate.
L’anteriore comunica una buona confidenza, la velocità di inserimento in curva è discreta così come la maneggevolezza. Anche l’assorbimento delle reazioni allo sterzo è buono però ci mettono più delle altre a scaldarsi.


-Dunlop D208
Hanno il grip maggiore ed hanno manifestato grande maneggevolezza arrivando ad essere quasi troppo reattive. La cosa sorprendente di questo dato è che pesano complessivamente 10,95 kg, ben 1,35 kg in più rispetto alle Michelin che conferiscono molta meno maneggevolezza. Con le Dunlop è stato ottenuto dal tester B (quello dalla guida più aggressiva), il miglior tempo assoluto della comparativa. Il tempo di riscaldamento è breve.
E’ la gomma giusta se la vostra moto è un po’ lenta nei cambi di direzione oppure se pur scegliendo una gomma stradale la volete adatta anche alla pista.


- Metzeler Sportec M-1
Nella discesa in piega sono veloci e in impostazione di curva “rotonde”, però nei cambi di direzione hanno manifestato una certa lentezza. Comunicano grande confidenza e per questo sono comunicative, invitano a spingere e a fidarsi. In uscita di curva il posteriore assicura grande trazione ed ottimo è lo smorzamento delle reazioni allo sterzo. Si scaldano in poco tempo.

- Michelin Pilot Sport
Il grip è discreto ed anticipando l’apertura del gas in uscita di curva anche il controllo della derapata è abbastanza sicuro. Nella discesa in piega sono le più neutre però difettano un po’ di maneggevolezza. Non gradiscono la guida nervosa. Lo smorzamento delle reazioni allo sterzo è buono ed il tempo di riscaldamento rientra nella media, né breve né lungo.
Le Pilot Sport rappresentano “il caso” della prova. Il tester A (quello dalla guida “rotonda”) le ha giudicate le migliori; il tester B le peggiori…


- Pirelli Diablo
Sono state le gomme con i giudizi più positivi per quanto riguarda il grip. Tant’è vero che gli angoli di piega sono stati elevatissimi e buono anche il controllo della derapata. La maneggevolezza è elevata ed il tempo di riscaldamento breve. Come le Dunlop sono quindi tra le gomme stradali più sportive. Hanno permesso ad entrambi i piloti di far registrare tempi sul giro di rilievo. Buono anche lo smorzamento delle “sbacchettate” dello sterzo.